Se gli asili sono pieni, ci sono le tagesmutter

Se gli asili sono pieni, ci sono le tagesmutter

asili-pieni-tagesmutterFare la mamma è un lavoro, si sa. Ma in alcuni casi può diventare un lavoro retribuito per le tagesmutter, letteralmente mamme di giorno, figure ibride a metà tra gli asili e le babysitter e che assolvono le medesime funzioni.

Con il mondo del lavoro in continua evoluzione che ci costringe a ritmi sempre più frenetici e con l’assenza di welfare, nascono nuove figure professionali come risposta a nuovi bisogni e a nuove esigenze. Gli asili pubblici sono sovraffollati e molto costosi e le liste di attesa per accedervi sono lunghissime.

Il modello Tagesmutter nasce negli anni ’60 nel nord dell’Europa, si diffonde rapidamente fino alla Francia e, alla fine degli anni ’90, raggiunge anche l’Italia, radicandosi in maniera piuttosto profonda in tutte le regioni settentrionali, in particolare in Trentino Alto Adige, dove la tagesmutter è ufficialmente riconosciuta come figura professionale.

Le tagesmutter sono professioniste formate che svolgono la professione di mamma a tempo pieno. Aprono le porte delle loro case e accolgono gruppi di quattro o cinque bambini che durante le giornate svolgeranno delle attività creative, disegneranno, giocheranno, faranno merenda come si fa in un vero asilo. Il vantaggio è che lo si fa in un ambiente protetto e casalingo e il percorso è condiviso con un piccolo gruppo di bambini che vive in maniera meno traumatica il passaggio dalla propria casa alla scuola.

asili-pieni-tagesmutterLe Tagesmutter offrono un percorso educativo e formativo che è equivalente a quello tradizionale, ma che al tempo stesso offre al bambino la possibilità di un distacco più graduale e meno traumatico dalla famiglia, oltre che una maggiore flessibilità perché è possibile adattarlo alle esigenze dei singoli genitori.

Le mamme di giorno sono operatrici appositamente formate che forniscono un servizio di  educazione e cura a uno o più bambini presso la propria abitazione o presso un altro ambiente idoneo. La stabilità e continuità del servizio è garantita da alcuni requisiti indispensabili. Le Tagesmutter devono elaborare un piano educativo da portare avanti per un periodo di tempo, devono creare gruppi ristretti di bambini e devono avere a disposizione un casa che risponda ai parametri stabiliti.

In Italia il fenomeno Tagesmutter ha toccato solo alcune regioni come Piemonte, Lazio, Veneto, Emilia Romagna, Calabria, Lombardia e, in particolare, il Trentino-Alto Adige dove il servizio è presente da oltre 10 anni ed è molto diffuso. I dati riportano che nell’anno scolastico 2011/2012 l’offerta pubblica ha coperto poco più del 13% dell’utenza con grandi differenze regionali: dal 27% dell’Emilia Romagna al 16% del Lazio e al 2.5% della Calabria. Nonostante questo, in alcune regioni i progetti sono partiti in via sperimentale e il processo di istituzionalizzazione è ancora all’inizio.

Nonostante le tagesmutter italiane vedano la propria professione regolamentata da norme che, quando esistono, variano da regione a regione, oggi il fenomeno dei nidi famiglia si è esteso praticamente a tutto il territorio nazionale. Sono moltissime le associazioni, le cooperative e gli enti no-profit che operano in questo settore.

Il fenomeno tagesmutter favorisce sia il rientro delle donne al lavoro, sia nuova occupazione femminile: una doppia occasione di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nella nostra società. Questi nidi seguono un progetto educativo specifico. La differenza tra nido in famiglia e baby sitter che lavora a casa è che il nido in famiglia lavora allo sviluppo di un progetto psico-pedagogico nel quale il bambino riesce a partecipare alle attività dell’asilo in modo più attivo e controllato.