Le capacità di apprendimento dei bambini si sviluppano dagli zero ai cinque anni

Le capacità di apprendimento dei bambini si sviluppano dagli zero ai cinque anni

Non è colpa o merito della scuola se un bambino riuscirà o meno a sviluppare il suo potenziale. Tutto dipende infatti dall’età prescolare, dagli zero ai cinque anni, quando in base all’ambiente il cervello è più plastico e reattivo e al suo interno si definiscono gli schemi e le strutture che poi saranno alla base di tutto l’apprendimento futuro. A sostenere questa teoria è Céline Alvarez, maestra e autrice di Le leggi naturali del bambino – La nuova rivoluzione dell’educazione (ed. Mondadori, 20 euro, 352 pp, 2017). Di fatto i bambini sarebbero penalizzati da un sistema scolastico poco disposto ad ascoltare le esigenze dei singoli e al contrario propenso a creare da subito una distinzione netta in seguito a valutazioni troppo rigide.

Alvarez, che per dimostrare le proprie teorie si è fatta assegnare una classe in una scuola dell’infanzia in un quartiere periferico e problematico, è convinta che non siano la predisposizione genetica o sociale a regolare le future capacità dei bambini, ma l’ambiente di apprendimento. Di fatto in questo non fa altro che aggiornare il metodo di Maria Montessori con le più recenti teorie cognitiviste degli psicologi dell’infanzia. «Le larve delle api sono tutte predisposte a diventare piccole operaie; nascono tutte con lo stesso patrimonio genetico. Ora, se una di esse viene nutrita con la pappa reale, diventa regina», scrive l’autrice per illustrare con un semplice paragone la sua riflessione. Ed effettivamente i bambini seguiti da lei hanno mostrato di avere livelli di comprensione del testo pari a quelli di seconda o terza elementare, quindi di almeno due anni più grandi.

Il sistema scolastico italiano, tendenzialmente rigido e poco disposto al concedere libertà a insegnanti e studenti, non sembra adatto per teorie di questo tipo. A maggior ragione se si pensa che a seguire metodi come quello Montessori sono poche scuole e quasi esclusivamente private. Ma non tutto è perduto: non sono certo solo i nidi e le scuole per l’infanzia a determinare le future capacità di apprendimento di un bambino, molto di più contano mamme e papà, che hanno grandi responsabilità e possono iniziare a muoversi meglio seguendo i consigli pratici elencati in libri come questo per relazionarsi con i propri figli.