Rientro al lavoro: cosa prevede la legge?

Il tempo è volato tra pannolini, poppate, pianti e grandi gioie..è ora di rientrare al lavoro! Ma cosa prevede la Legge Italiana?

Il congedo parentale

Entrambi i genitori hanno a disposizione 6 mesi di congedo dalla data di scadenza dell’astensione obbligatoria fino agli 8 anni di vita del bambino. Il congedo parentale può essere continuativo o frazionato.

Mamma e papà possono usufruire contemporaneamente del congedo parentale, con retribuzione del 30% fino ai 3 anni di vita del bambino.

In caso di genitore unico affidatario, il congedo parentale ha durata di 10 mesi.

Permessi per allattamento

Se stai allattando il tuo bambino è possibile conciliare lavoro e allattamento: durante il primo anno di vita di tuo figlio infatti, hai diritto a riposi giornalieri che possono essere d’aiuto.

·        Se lavori più di 6 ore: hai a disposizione due riposi al giorno (cumulabili) della durata di un’ora.

·        Se lavori meno di 6 ore: hai a disposizione un solo riposo al giorno della durata di un’ora.

·        Se il bambino è iscritto al nido: i riposi si riducono a mezz’ora ciascuno.

·        Se hai avuto due gemelli: le ore di riposo raddoppiano e quelle in eccesso possono essere utilizzate dal papà.

Anche il papà ha diritto ad avere dei riposi giornalieri, con la stessa modalità delle donne, se:

·        il piccolo è affidato a lui

·        la compagna non li utilizza

·        la compagna non è lavoratrice dipendente, oppure è una lavoratrice autonoma o libera professionista

·        sussiste una grave malattia materna.

Dal punto di vista retributivo i riposi sono calcolati come ore di lavoro effettivo.

E se il piccolo si ammala?

Entrambi i genitori hanno diritto ad assentarsi alternativamente dal lavoro per malattia del figlio.

Fino a 3 anni:in qualsiasi momento, senza vincoli di tempo e fino a completa guarigione. In questo caso non vi  è alcuna retribuzione ma la copertura previdenziale del 100%

Dai 3 agli 8 anni: i genitori possono assentarsi 5 giorni ciascuno durante l’anno, validi per ogni figlio. Non è prevista alcuna retribuzione e la copertura previdenziale è limitata.

Per accedere a questi diritti è necessario presentare il certificato di malattia rilasciato dal medico del SSN.

 

Articolo a cura dell’Ost. Colombo Giulia

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