Facciamo uscire i nostri bambini!

Alzi la mano chi manda suo figlio a scuola da solo. Nessuno? Eppure negli anni ’70 i bambini che andavano a scuola a piedi non accompagnati erano il 90%, e negli anni ’90 il 10%. Oggi nessun bambino con meno di 10 anni esce più senza un genitore. Quali sono le conseguenze?

La “reclusione” infantile limita l’esperienza di gioco del piccolo, che non può esplorare, sperimentare, correre e conoscere bambini diversi da quelli che vede quotidianamente a scuola, calcio, danza, pittura creativa..

E il rischio? Gli adulti sono sempre pronti a fare in modo che il bambino non sudi, non corra, non cada, non tocchi.  Ma il rischiare di farsi male fa parte della crescita sana del bambino: sono personalmente spaventata da quei genitori che con gioia affermano “Il mio bambino non è MAI caduto!” perchè quando sperimenterà per la prima volta questa esperienza ne rimarrà molto più colpito di un bambino che è stato lasciato libero di sbucciarsi un ginocchio cadendo dal triciclo.

Senza contare il fatto che uscendo di casa i bambini possono muoversi liberamente in un ambiente che, pur non essendo privo di pericoli, lascia loro la possibilità di sfogare le energie meglio di qualsiasi corso scolastico e videogioco.

Se ascoltassimo i bambini con più attenzione, ci accorgeremmo che chiedono maggiori libertà: probabilmente se permettessimo loro di andare al parco in bicicletta o di preparare una torta sporcando la nostra cucina immacolata, non passerebbero tutto quel tempo davanti agli schermi di televisioni e tablet.

Ma le famiglie hanno paura, fanno molta resistenza. In molte città stanno nascendo iniziative a sostegno della libertà dei bambini: pedibus, percorsi sicuri  da fare in bicicletta per tornare da scuola..

Ci auguriamo che le amministrazioni comunali continuino in questa direzione, per rassicurare le famiglie e aumentare la sicurezza stradale; ma soprattutto ci auguriamo che i genitori abbiano maggiore fiducia nei loro figli, e li lascino pian piano tornare nei parchi a giocare.

Articolo a cura dell’Ost. Colombo Giulia

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