iodio

Iodio e Salute

Dal 18 al 25 maggio si celebra la Settimana Mondiale della Tiroide:

iodio

Scopriamo insieme l’importanza dello iodio, le fonti e il fabbisogno giornaliero, in base all’età e alle condizioni fisiologiche, con una particolare attenzione ai problemi legati alle malattie della tiroide e al ruolo fondamentale della iodoprofilassi.

Per maggiori informazioni, visita il sito ufficiale dell’iniziativa!

Lo iodio, dal greco ioeides (violetto), è un elemento chimico, scoperto nel 1811 da Bernard Courtois, diffuso nell’ambiente in diverse forme chimiche. Lo iodio presente nelle rocce e nel suolo è trasportato, dalle acque superficiali, nei mari e negli oceani. Lo iodio contenuto nell’acqua dei mari, a sua volta, si accumula nelle alghe, nei pesci e nei crostacei; quello presente nei terreni viene assorbito dalle piante.

Lo iodio è un micronutriente essenziale, presente nell’organismo umano in quantità limitate (10-20 mg) e concentrato nella tiroide, ghiandola endocrina alla base del collo.

La tiroide produce due ormoni, tiroxina o T4 e triiodotironina o T3, che contengono iodio nella loro struttura chimica. Gli ormoni tiroidei regolano i principali processi metabolici (glucidico, proteico, lipidico), la termogenesi, la sintesi proteica e la sintesi del colesterolo. Inoltre, svolgono un ruolo fondamentale nelle prime fasi della crescita e nello sviluppo di diversi organi, in particolare del cervello.

Nel caso di insufficiente assunzione di iodio, la tiroide non è in grado di produrre quantità sufficienti di ormoni tiroidei. Le conseguenti manifestazioni cliniche sono più o meno gravi a seconda della gravità delle carenza di iodio e del periodo della vita in cui essa si verifica.

iodio

L’ingrossamento della tiroide, noto come gozzo, è la conseguenza più conosciuta: consiste nell’iniziale fenomeno di adattamento della ghiandola, che diviene più attiva nel tentativo di produrre quantità di ormoni adeguate alle necessità. Se l’adattamento ha successo e la carenza di iodio non è molto grave, i danni all’organismo non saranno rilevanti. In caso contrario, le conseguenze più gravi sono problemi a carico del sistema nervoso centrale e periferico, essendo gli ormoni tiroidei essenziali per il loro sviluppo.

iodio

È stato stimato che in Italia circa 6 milioni si persone soffrono di gozzo. Anche se le forme più gravi dei disturbi da carenza iodica sono scomparse, i casi di problemi neurologici minori sono ancora frequenti.

iodio

È estremamente importante che le donne in gravidanza e in allattamento, ma anche i bambini al di sotto dei 3 anni assumano quantità sufficienti di iodio: una grave carenza di iodio durante lo sviluppo del feto e del neonato porta a danni irreversibili del cervello e del sistema nervoso centrale, con conseguente ritardo mentale permanente, sordomutismo e paralisi spastica. Carenze di iodio anche lievi portano comunque a deficit intellettivi minori, come difficoltà di apprendimento e problemi di concentrazione.

La quantità che deve essere ingerita giornalmente da individui di età superiore ai 18 anni è pari a 150 microgrammi. Il livello massimo tollerabile di assunzione è di 600 microgrammi.

Le donne in gravidanza e in allattamento ne devono assumere di più, da 200 fino a 600 microgrammi, per assicurare un normale sviluppo del bambino. Nei bambini di età compresa fra 1 e 10 anni, l’assunzione adeguata è di 100 microgrammi. Negli adolescenti di entrambi i sessi (11-17 anni), sale a 130 microgrammi.

Lo iodio alimentare è facilmente assorbito a livello dell’intestino tenue come ioduro ed è trasportato nel plasma. Gli alimenti sono la principale fonte di iodio per l’organismo umano, il cui contenuto è molto variabile: nei vegetali la sua presenza dipende dallo iodio contenuto nei suoli, mentre negli alimenti di origine animale dipende dallo iodio assunto dagli animali con l’alimentazione.

iodio

Gli alimenti più ricchi di iodio sono i pesci di mare ed i crostacei. Uova, latte e carne ne contengono quantità importanti. Quantità minori sono contenute nei vegetali e nella frutta.

Sulla base di studi specifici è, comunque, risultato che la quantità media assunta normalmente con la dieta dalla popolazione è insufficiente a soddisfare il fabbisogno giornaliero di iodio.

iodio

Inoltre, la presenza di sostanze gozzigene come tiocianati, isotiocianati, goitrine negli ortaggi della famiglia delle Brassicaceae o Cruciferae (broccoli, cavolfiore, verza, cavoletti di Bruxelles) riduce la captazione dello iodio inorganico alimentare.

I sulfamidici, infine, possono interagire con lo iodio, impedendone l’assorbimento e l’utilizzo.

Il modo migliore per aumentare la quantità di iodio introdotta giornalmente è quello di utilizzare, secondo un consumo moderato, nell’ambito di una dieta variata e bilanciata, il sale arricchito di iodio (noto come sale iodato) al posto di quello comune.

In aggiunta a quello già fornito con la dieta, ogni grammo di sale arricchito di iodio fornisce 30 microgrammi di iodio in più.

L’assunzione di questo tipo di sale è ancora troppo scarsa, rappresentando solo il 3% di tutto il sale alimentare.

In tutti i soggetti sani, l’assunzione elevata di iodio è del tutto priva di rischi. La tiroide, infatti, possiede un meccanismo naturale di adattamento.

iodio

Particolare cautela, in ogni caso, si deve avere nell’utilizzo di alcuni integratori alimentari, solitamente a base di alghe, contenenti quantità elevate di iodio perché potrebbero portare ad una assunzione eccessiva.

Comprare integratori sul web —> Leggi l’approfondimento!

 

Da tenere bene a mente:

iodio

  

Per saperne di più, visitate il sito dell’Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia (OSNAMI), istituito presso l’Istituto Superiore di Sanità.

 

Fonti:

www.salute.gov.it

www.epicentro.iss.it

www.sinu.it

 

Articolo a cura di Gloria Beatrice

 

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.