Alghe brune e inibizione della saccarasi

Da sempre le alghe sono utilizzate come alimenti e ingredienti nelle preparazioni mediche, soprattutto nelle zone dell’Asia: attualmente il loro consumo si sta diffondendo anche in Europa e rappresenta un potenziale ancora da sfruttare per garantire il benessere dell’organismo.

algheLe alghe brune infatti agiscono come inibitori dell’amilasi e della glicosidasi e aiutano a raggiungere un migliore controllo della glicemia: questo effetto è dovuto all’alta concentrazione di polifenoli (BSP). La scoperta potrebbe essere utile per coadiuvare la terapia in caso di diabete di tipo 2.

L’uso tradizionale delle alghe brune ha  consentito di effettuare numerosi studi che hanno dimostrato come il loro consumo elevato sia correlato ad una riduzione del rischio di cancro al seno, al colon, all’endometrio, al polmone, di malattie cardiovascolari, obesità e ipertensione.

Alghe e diabete

Per quanto riguarda il diabete di tipo 2, si tratta di una patologia legata allo stile di vita, per contrastare la quale sono efficaci attività fisica e corretto apporto nutrizionale. Il range di piante con potenziale anti-diabetico è ampio e include circa 150 specie.diabete

Uno studio effettuato in vitro ha investigato l’attività inibitoria sulla glicosidasi e sull’amilasi, utilizzando lattosio, maltosio e saccarosio. I polifenoli delle alghe brune hanno inibito in vitro l’attività della saccarasi e della maltasi. In vivo, dopo 30 e 60 minuti dalla somministrazione di saccarosio, i BSP hanno inibito anche la saccarasi.

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I risultati mostrano che i polifenoli derivati da alghe brune bloccano efficacemente la glicosidasi; inibiscono l’attività saccarasica maggiormente rispetto all’attività della maltasi e non hanno effetto sulla lattasi. Inoltre i BSP hanno ridotto la digestione e l’assimilazione del saccarosio.

Il maqui nel trattamento del diabete

E’ stato condotto uno studio per valutare la tollerabilità del trattamento con alghe brune nell’uomo: la somministrazione appare sicura e non comporta fenomeni di intolleranza se non bassa, e comunque non differenti rispetto ai disturbi apparsi dopo somministrazione di placebo.

Questi studi dimostrano l’efficacia di un estratto di polifenoli da alghe brune, disponibile sul mercato, per la modulazione della digestione del saccarosio attraverso l’inibizione selettiva della saccarasi in vitro, e attraverso la riduzione della risposta glicemica ad un carico di saccarosio in vivo.

Sebbene i risultati nell’uomo richiedano ulteriori approfondimenti , i dati indicano che i BSP sono potenti inibitori dell’amilasi e della glicosidasi e ne suggeriscono l’utilizzo per modulare l’indice glicemico di alimenti contenenti amido e zucchero.

 

Fonte:

J.Berubè et al. Estratto di alghe brune: inibizione della saccarasi. Effetti in vitro e in vivo per la digestione  e assimilazione del saccarosio. L’integratore Nutrizionale, 17(2) 2014

 

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