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Il calo di vaccinazioni e l’epidemia di morbillo negli USA

Un gruppo di ricercatori del Boston Children’s Hospital, coordinati dal dottor Maimuna Majumed, ha pubblicato sulla rivista JAMA Pediatrics un’analisi dei dati epidemiologici in merito alla recente epidemia di morbillo che ha colpito gli Stati Uniti a partire dal dicembre dello scorso anno (2014), confermando la connessione tra la copertura vaccinale inadeguata dovuta al calo delle vaccinazioni e l’incidenza della malattia.

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Negli Stati Uniti, il morbillo, malattia infettiva molto contagiosa, causata da una virus del genere morbillivirus (famiglia dei Paramixovidae), che può causare serie complicanze come l’encefalite e la panencefalite sclerosante subacuta, fino al decesso, era stato praticamente debellato dal 2000, grazie alla diffusione del siero trivalente contro morbillo, parotite e rosolia.

Il Dipartimento di Salute Pubblica della California si è allarmato alla luce dell’incremento considerevole di casi: 644 contagi in tutti gli Stati Uniti, contro il centinaio di casi registrati negli ultimi 15 anni (solo 50 nel 2004). Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel mondo, le vittime del morbillo lo scorso anno sono state 150 mila.

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Nelle intenzioni dell’OMS, invece, la malattia si sarebbe dovuta debellare entro la fine dell’anno in corso. L’ultimo caso risale alla metà del mese scorso, precisamente al 16 febbraio 2015, a Berlino, dove è deceduto un bambino di soli 18 mesi.

L’epidemia più recente e significativa, iniziata poco prima di Natale, ha avuto come epicentro il  famoso parco divertimenti Disneyland in California, uno fra i siti turistici più frequentati al mondo, meta di flussi consistenti di persone, di tutte le età.

Secondo la ricostruzione fatta dagli scienziati, una donna malata e contagiosa, fra il 17 e il 20 dicembre, ha frequentato il parco divertimenti californiano e ha infettato almeno 70 persone, fra cui molti visitatori e cinque lavoratori del parco stesso. Le autorità sono state costrette ad impedire l’accesso alle persone non coperte dal vaccino.

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I dati epidemiologici disponibili, analizzati scrupolosamente dai ricercatori del Boston Children’s Hospital, dimostrano la responsabilità del calo delle vaccinazioni nella diffusione del virus, con conseguente recrudescenza delle infezioni di morbillo.

Dallo studio è emerso che la copertura vaccinale nei tre stati interessati (California, Arizona e Illinois) è compreso tra il 50 e l’86%, ben al di sotto del 96-99% necessario per proteggere l’intera comunità.

Negli Stati Uniti, come in altre parti del mondo, la gente è sempre più convinta che vaccinare non sia necessario, anzi che sia pericoloso, in quanto espone allo sviluppo di malattie gravi e invalidanti, come alcune forme di autismo, nonostante la correlazione non sia mai stata dimostrata scientificamente.

Vaccinazione contro il morbillo: una protezione in più –> Leggi l’approfondimento!

John Brownstein, che ha partecipato alla ricerca, ha sottolineato, in modo deciso, e ha ribadito che:

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dati raccolti dicono una cosa molto semplice: il modo per fermare le future epidemie di morbillo è la vaccinazione. La ragione fondamentale per cui si vede questo numero così elevato di casi è che non esisteva una copertura adeguata nella popolazione esposta.

Il gruppo di ricercatori ha anche sviluppato un modello interattivo che permette di prevedere, per esempio, che in una popolazione totalmente protetta dal contagio, cioè vaccinata, si registrerebbero solo due casi di morbillo ogni 70 giorni, mentre se fosse vaccinato solo il 60% della popolazione, i casi sarebbero 2800, solo negli Stati Uniti.

Speriamo che questi dati incoraggino i genitori a difendere i loro figli e gli altri bambini, vaccinandoli, in modo che la vaccinazione stessa ritorni ai massimi livelli, contribuendo a contenere l’epidemia” ha concluso Brownstein.

In occasione del suo intervento a Parigi alla II Assise nazionale del vaccino, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in merito alla vicenda, riconosce che “anche in Italia, nonostante l’efficacia e la sicurezza del vaccino contro il morbillo siano continuamente ribadite dalle autorità sanitarie e dalla comunità scientifica, la copertura vaccinale è lontana da quel valore del 95%, necessario a garantire il controllo della malattia e la sua successiva eliminazione”.

Il ministro continua, dichiarando quanto segue:

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“Nell’ultimo anno, a seguito di campagne di controinformazione e interventi pessimamente documentati che continuano a porre in relazione la vaccinazione con la sindrome autistica, si è attestata a poco più dell’88%.”

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2014, in Italia, sono stati segnalati 2211 casi di morbillo, di cui i non vaccinati costituivano quasi l’87%. Alla luce di questo calo significativo delle vaccinazioni, l’Italia ha ricevuto un richiamo da parte dell’OMS.

“I genitori che non vaccinano i loro figli” conclude il ministro Lorenzin “dovrebbero comprendere che, in questo modo, li espongono, invece, a un rischio ben maggiore, spostando, così, il rischio di ammalarsi verso l’adolescenza e la giovinezza, con gravi e talora letali conseguenze”.

 

Fonte:

www.lescienze.it

 

Articolo a cura di Gloria Beatrice

 

 

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