Partorire senza dolore: l’epidurale

Ormai presente in tutte le strutture pubbliche o private, la possibilità di accedere alla analgesia epidurale è sempre più utilizzata dalle partorienti. Secondo i dati CedAP 2013, circa il 17.4% delle donne richiede questo intervento durante il travaglio.

gravidanzaMa cosa influenza il dolore?

Sicuramente la percezione del dolore è personale e ogni donna ha una sua soglia. Tuttavia entrano in gioco anche fattori che possono influenzare questo limite: basti pensare al mal di testa, che spesso peggiora se siamo stanchi o stressati.

Anche per il dolore delle contrazioni intervengono fattori che influenzano la percezione materna:

  • Dimensioni del feto e tipo di presentazione
  • Intensità e durata delle contrazioni
  • Durata della fase di riposo
  • Rapidità della dilatazione cervicale
  • Parità
  • Fattori psicologici ed esperienze precedenti
  • Fatica, ansia, mancanza di riposo

Quando il dolore è troppo intenso, può causare carenze di ossigeno ai tessuti materni, distocia del travaglio e riduzione del flusso di sangue alla placenta. Per ridurre il dolore si possono utilizzare mezzi non farmacologici (massaggi, acqua, musica..) o l’epidurale.

Le posizioni del parto

Esistono controindicazioni?

In linea di massima l’analgesia epidurale non presenta controindicazioni e può essere effettuata dalla maggioranza delle partorienti. Tuttavia le donne allergiche agli anestetici, con coagulopatie gravi e che assumono anticoagulanti, devono ricorrere ad altre tecniche.

tickQuali sono i vantaggi?

L’epidurale è un metodo efficace per la riduzione del dolore e gli studi dimostrano che non prolunga la durata del primo stadio del travaglio né aumenta il rischio di taglio cesareo. Da ricerche riguardanti la tempistica, l’analgesia somministrata nelle prime fasi del travaglio non ne altera la progressione.

 

 

Quali sono i rischi?

Dagli studi è emerso che l’utilizzo di analgesia epidurale provoca un prolungamento della durata del secondo stadio del travaglio (periodo espulsivo) e un aumento dei parti operativi con ventosa.Risk Blocks

L’utilizzo di epidurale presenta un rischio aumentato di ipotensione materna e bradicardia nel feto.

Inoltre le soluzioni utilizzate attualmente contengono oppioidi che attraversano la placenta e, se somministrati in dosi elevate, possono causare depressione respiratoria e sonnolenza nel neonato.

Ogni donna ha una reazione personale al farmaco, pertanto c’è la possibilità che alcune donne fatichino a mantenere la sensibilità agli arti inferiori con conseguente riduzione della mobilità in travaglio e necessità di ricorrere a cateterismi estemporanei per lo svuotamento vescicale.

Quanto dura l’epidurale?

Una volta stabilita, l’analgesia dovrebbe essere mantenuta fino al completamento della terza fase del parto (espulsione della placenta e degli annessi fetali) e all’eventuale sutura di lesioni perineali.

 

Il massaggio materno: una pratica d’amore

 

Fonti:

SaperiDoc_Analgesia Epidurale

http://www.alritalia.it/index.html

 

Articolo a cura dell’Ost. Colombo Giulia

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.