2 anni

2 anni: così terribili?

Intorno ai due anni arriva la fase tanto temuta, quella dei suoi “no”, fondamentale per delineare la propria identità, distinta da quella della mamma e del papà. La fase dell’ostinazione (o negazione) si protrae non oltre il terzo anno di vita ed è essenziale per lo sviluppo dei piccoli.

2 anni

I genitori dovrebbero mostrare pazienza nei confronti dei loro adorabili angioletti, trasformatisi in capricciosi diavoletti, consapevoli che si tratta di una tappa passeggera, ma molto delicata della vita dei bambini, durante la quale cominciano a riconoscersi come persone dotate di una precisa individualità e alla ricerca della propria personalità.

Innervosirsi e arrabbiarsi pesantemente con un bimbo ostinato e capriccioso non è consigliabile:  la conseguenza è di renderlo ancora più irremovibile. Se i rifiuti e le sfide sono costanti, ma soprattutto viene meno il rispetto delle regole fondamentali, i genitori devono essere inflessibili.

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È bene ricordare che i piccoli, in questa fase così delicata, oscillano costantemente fra la voglia di indipendenza e il bisogno di protezione: sono alla ricerca della propria strada, ma sono anche spaventati e turbati sulla direzione da prendere, diventando nervosi e irrequieti.

2 anni

Le regole generali per evitare che queste situazioni diventino insostenibili per tutti sono precise. I comportamenti dei bambini sono molto diversi, quindi è difficile individuare un metodo univoco, adatto per tutti. Alcune indicazioni, tuttavia, possono essere utili.

  • Cercare di mantenere la calma e non perdere il controllo, nel limite del possibile. Osservatelo con attenzione e, qualora si fosse sul punto di scoppiare, lasciarlo per pochi minuti da solo e rientrare una volta ritrovata la calma, è l’atteggiamento migliore.
  • Non cercare di distrarre il piccolo, minimizzando l’accaduto o buttando la cosa sul ridere: i piccoli diventano ancora più irrequieti, perché si sentono incompresi. Durante le crisi, bisogna stargli vicino e dimostrare loro affetto e comprensione, anche quando sono in collera. I bambini devono sapere che possono sempre contare su di voi.
  • Permettergli di esprimere i propri sentimenti di ira e di dolore, senza forzature, li faranno sentire amati e accettati per come sono, consolidando la loro autostima. Inoltre, sfogarsi libera le tensioni, migliorando, progressivamente, il tono dell’umore.
  • Non giudicarlo affatto, nei limiti delle proprie capacità di tolleranza, è l’atteggiamento più costruttivo: il bambino non è né cattivo né maleducato. Riconoscere e accettare che sta attraversando una fase evolutiva delicatissima è fondamentale.
  • Accettare gli stati d’animo dei figli e non soffocarli non vuol dire permettere loro di raggiungere i propri scopi con il pianto e le urla. Consente ai genitori di cominciare ad insegnare loro un modo più maturo e civile di esprimere i propri sentimenti.
  • Insegnare ai bambini a chiedere scusa, fin da piccoli, quando si comportano male, non è mai troppo presto. I bambini sono persone. Il rispetto è alla base delle relazioni umane e si manifesta anche ammettendo le proprie colpe, con umiltà.
  • È importante che i bambini sentano la fermezza dei genitori nell’imposizione di poche, ma chiare regole, che vanno spiegate, in modo che i piccoli le comprendano e ne capiscano l’importanza.
  • Una volta detto di “no”, mantenere un comportamento coerente è fondamentale, perché il piccolo non sia confuso e vi identifichi come guida stabile.
  • Le maniere forti non risolvono il problema, anzi peggiorano la situazione. “Una sculacciata risolve tutto” non è la soluzione. È solo un modo per nascondersi dietro la propria autorità e illudersi di aver superato velocemente la questione.
  • Se possibile, tenerlo tra le braccia mentre si dispera è molto utile. In alternativa, non appena il bambino si sarà leggermente calmato, prenderlo in braccio equivale a dimostrargli la vostra comprensione per la sua collera.
  • Nei casi di emergenza o in mancanza di tempo, distrarre il bambino è il mezzo più semplice per placare la “crisi”. Limitarlo a queste situazioni di urgenza, è fondamentale.
  • Proponetegli alternative che possano andare bene per tutti, aiutandoli nelle decisioni difficili, senza imporre e anteporre con forza le vostre esigenze.
  • Costringere i bambini a qualcosa che non piace o non è necessario, come cambiare o interrompere abitudini giornaliere innesca solo esplosioni di collera. Meglio evitare quando sono piccoli. Il tempo per fargliene capire l’importanza ci sarà.

Alla soglia dei due anni, i piccoli si ribellano, battono i piedi, urlano e strepitano ma, in realtà, sono solo disorientati e impauriti: fra le lacrime ci chiedono comprensione, pazienza e ascolto.

 

Per altri consigli utili, visita la nostra sezione “Vita in Famiglia“!

 

Articolo a cura di Gloria Beatrice

 

 

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