Opinioni diverse sull’educazione?

I genitori sono, spesso, discordi sui metodi migliori per educare i propri figli: buone maniere, ora della nanna, lavaggio dei dentini…sono tutti temi che fanno discutere la coppia.

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Solitamente uno dei due è sempre più “morbido” mentre l’altro genitore appare come un generale intransigente. L’ educazione dei figli è un tema delicato in molte famiglie.

Cosa fare per evitare discussioni e fare in modo che il vostro bambino non approfitti della situazione, comprendendo subito a quale membro della famiglia rivolgersi per avere il permesso di andare a letto tardi, oppure di non lavarsi le manine prima di sedersi a tavola?

“A tavola con i grandi” –> Leggi l’approfondimento!

La soluzione è che i genitori parlino tra loro e si accordino su quali regole seguire, anche di volta in volta: in questo modo il bambino capirà che i genitori non fanno fronte comune contro di lui, ma che una volta sarà il papà a dargli man forte e una volta sarà la mamma.

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Avere genitori in grado di mettersi d’accordo è importante per dare un buon esempio: le discussioni sono possibili e servono a trovare un compromesso ed una soluzione che vada bene a tutti.

La seconda regola da seguire è non contraddire mai la decisione presa dal coniuge, oppure consentire al piccolo quello che l’altro genitore ha vietato. In casi simili, è meglio parlarne insieme in modo da esporre le proprie ragioni.

Ci sono casi in cui si perde la pazienza e si ricorre ad una punizione: tutti i bambini mettono i genitori alla prova, spesso sono provocanti, ma anche l’adulto con la sua stanchezza, lo stress e le preoccupazioni può non essere disponibile al gioco e all’ascolto. Se voi siete parte del problema ed è il vostro stato d’animo a rendervi meno pazienti con vostro figlio, concedetevi un po’ di tempo (fare un bagno caldo, leggere un libro, cucinare una torta…possono fare miracoli sull’umore).

Se, invece, il vostro bambino si è reso volontariamente colpevole, allora può scattare la punizione, ma solo se il piccolo si è reso conto di aver fatto qualcosa di scorretto, cosa assai difficile per bambini molto piccoli.

Per saperne di più, leggi anche l’articolo “Capricci: come affrontarli?”. 

Vostro figlio non sa ancora rinunciare ad una tentazione, sia essa aprire tutte le scatole dei giochi oppure rovesciare l’acqua volontariamente: la voce della ragione non risuona nei bambini fino ai tre anni. E’ a questa età che i bambini imparano a prevedere l’effetto di una determinata azione sull’ambiente e su se stessi; a questo punto si sviluppa la capacità di agire con volontà e consapevolezza.

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Punire non è mai un mezzo educativo, e le botte lo sono ancor meno. Se vostro figlio è di malumore o dimentica le regole, è solo perché non le comprende ancora. Un bambino che piange ha sempre un motivo per farlo, per quanto a noi incomprensibile.

Se, poi, si è in presenza di altri bambini, una sculacciata o uno strattone possono umiliare il piccolo: meglio parlare con lui, cercando di fargli comprendere che il suo comportamento non è corretto, senza minacciarlo di terribili conseguenze e, così, farlo vivere con la paura del genitore.

Essere genitori è una sfida (im)possibile!

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Raccontateci la vostra esperienza nei commenti: quando il vostro bambino vi ha proprio fatto perdere la pazienza? Come avete reagito?

 

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