Il benessere fetale intrapartum: perché monitorare?

Arrivano le prime contrazioni, le membrane si rompono, il travaglio sembra iniziato: tu e il tuo compagno decidete di andare in ospedale.

Qui venite accolti dal personale del reparto di ostetricia, che nella maggior parte dei casi inizierà a monitorare il benessere del vostro bambino. Ecco perché è importante il monitoraggio del benessere fetale intrapartum e in cosa consiste.

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Lo scopo è identificare una condizione di “reattività  fetale” per prevenirne l’ipossia e l’asfissia, causa di   danno neurologico permanente ( il 10% delle paralisi cerebrali sono causate dall’asfissia intrapartum). Questo monitoraggio avviene tramite:

  • metodi clinici: valutazione del liquido amniotico e dello sviluppo fetale (ecografia, misura della lunghezza sinfisi-fondo)
  • metodi biofisici: auscultazione intermittente del battito cardiaco fetale o monitoraggio elettronico
  • metodo biochimico: pH su sangue fetale o pH dell’arteria ombelicale alla nascita
  • test addizionali di sorveglianza fetale: test di stimolo (stimolazione acustica o meccanica) o ECG fetale.

 

Il papà in sala parto

Valutazione del liquido amniotico

Vengono osservati la quantità e il colore del liquido amniotico che potrebbe essere limpido, tinto di meconio oppure assente. La presenza di meconio nel liquido è un evento parafisiologico che è spesso legato alla maturazione dell’apparato gastroenterico del feto piuttosto che ad ipossia. E’ dunque molto più importante valutare il rapporto tra quantità di liquido e meconio piuttosto che la mera presenza di quest’ultimo.

 

pinardAuscultazione del battito cardiaco fetale

Il battito del feto viene controllato ad intermittenza mediante trasduttore ad ultrasuoni ogni 15 minuti durante il travaglio e ogni 5 minuti al momento del parto, per un minuto intero dopo la contrazione. Nel travaglio a basso rischio  è la procedura più indicata.

Se si nota una frequenza non rassicurante, oppure sorgono dei fattori di rischio, si procederà al monitoraggio in continuo del battito cardiaco tramite cardiotocografo, uno strumento che permette di registrare su di un grafico  la frequenza cardiaca del feto, la variabilità del battito, le accelerazioni e le decelerazioni.

 

Il pH e l’equilibrio acido-base

Tramite un prelievo di sangue fetale durante il travaglio oppure dell’arteria ombelicale dopo la nascita, è possibile valutare il pH e l’equilibrio acido-base, ovvero un parametro che permette di vedere come sta reagendo oppure ha reagito il feto allo stress del travaglio.

 

stanECG mediante STAN

L’elettrocardiogramma fetale intrapartum è una tecnica che consente di potenziare il monitoraggio cardiotocografico, valutando il grado di stress ipossico del feto. Il cuore fetale e il cervello sono ugualmente sensibili alla carenza di ossigeno: così le informazioni sulla funzionemiocardica riflettono le condizioni dell’ encefalo fetale. Si tratta dunque di una registrazione dell’ ECG fetale con un cardiotocografo STAN, che analizza l’intervallo ST dell’ECG fetale. Questo intervallo dell’onda ST dell’ECG riflette la funzione miocardica del feto. L’interpretazione dell’ECG è strettamente legata alla corretta lettura del monitoraggio cardiotocografico, che resta il punto di partenza per un’adeguata valutazione dello STAN.

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Articolo a cura dell’Ost. Colombo Giulia

 

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