Per una nascita senza violenza

Quando un bambino nasce tutti si concentrano su di lui: respira? si muove? sta bene? piange?

Ma chi si chiede come si sente il piccolo nato, catapultato in questo mondo in maniera così violenta?

LEBOYERIl libro di  Frèdèrick Leboyer, Per una nascita senza violenza, ha rappresentato una prima tappa storica nell’evoluzione dell’ostetricia  e il suo autore sosteneva che il bambino è un essere cosciente che sente, percepisce e soffre.

Dunque bisogna accostarsi alla nascita con più rispetto: adottare accorgimenti semplici allo scopo di evitare al neonato i cinque abbagliamenti che sono per lui fonte di sofferenze inutili: visivo, acustico, tattile, termico, respiratorio. (L’uso del termine abbagliamento è utilizzato con il significato di eccesso di stimolazione, non solo in riferimento alle sensazioni visive).

L’abbagliamento visivo

L’enorme stimolazione visiva a cui è sottoposto il neonato in sala parto è indubbiamente uno shock. Il neonato è dotato di capacità sensoriali differenziate e selettive, immediatamente in grado di agire. E’ sufficiente che le fonti di luce siano schermate o indirette per assicurare al piccolo nato una nascita più dolce.

L’abbagliamento acustico

E’ possibile proteggere il neonato dalla confusione crescente costituita da voci e rumori. I suoni che raggiungevano il feto durante la gravidanza erano ovattati e attenuati dal liquido amniotico: alla nascita è indispensabile evitare ogni rumore superfluo, compreso il parlare  a voce troppo alta.

Il silenzio non gioverà solo al piccolo ma anche alla madre, che si concentrerà sulla nascita del suo bambino: nella calma emergono i sentimenti e le parole acquistano significato.

Gli abbagliamenti termico e tattile

BABYLa temperatura a cui il bambino è abituato a vivere è quella del corpo materno (36°-38°C), nettamente al di sopra di quella di qualsiasi sala parto. L’improvviso abbassamento della temperatura appare al neonato come uno sconvolgimento della sua nicchia ecologica, determinando disorientamento.

L’altro sconvolgimento è rappresentato dalla perdita del mezzo liquido, in cui il feto era completamente immerso e libero di muoversi, sostenuto e carezzato.  Verso il termine di gravidanza l’utero consente un contatto maggiore con il corpo materno e questa è una sensazione tattile molto piacevole per il bambino. Le prime contrazioni accarezzano il piccolo e lo preparano gradualmente alle contrazioni più forti che accompagneranno la nascita. Restituire al bambino le sensazioni termiche e tattili che precedono la nascita non è possibile ma è necessario rendere graduale il passaggio, rendendo il parto meno traumatico.

Con il funicolo ancora intatto, il bambino va posto a contatto con il corpo materno: tra le sue braccia o sul ventre materno, il bambino è ancora protetto dalla vernice caseosa e a contatto con un corpo caldo e questo attenua lo sbalzo termico. Ma soprattutto è garantito il contatto pelle-pelle. Istintivamente la madre sfiora la schiena del suo bambino, carezzandolo, avvolgendolo, massaggiandolo.

Lotus Birth: nascere con la placenta

L’attenuazione degli abbagliamenti termico e tattile si completa con il bagnetto e il ritorno al mezzo liquido: il bagno avviene ad una temperatura appena al di sotto di quella corporea, e il piccolo è immerso lentamente. Può sperimentare nuovamente il galleggiamento e la leggerezza che provava nel liquido amniotico.

Thalasso Bain Bebè: il bagnetto di Sonia Rochel

L’abbagliamento respiratorio

BABY2Il punto più controverso è la riduzione dell’abbagliamento respiratorio: secondo Leboyer, dilazionando il tempo di recisione del funicolo, il passaggio alla respirazione esterna può avvenire in maniera più graduale e meno traumatica. I risultati ottenuti dalle più moderne ricerche di neonatologia e psiconeuroendocrinologia danno ragione al vecchio ostetrico. Inoltre è stato dimostrato che ridurre gli abbagliamenti permette al neonato di mettere in atto le sue capacità di adattamento alla vita extrauterina.

 

 

 

Il neonato è in grado di nascere e pronto a farlo: noi non possiamo insegnargli quello che deve fare più di quanto possiamo insegnare al sole a sorgere.

 

Fonte:

F.Leboyer, Per una nascita senza violenza, Bompiani, Milano (1975)

L.Braibanti, Parto e nascita senza violenza, Red edizioni, Milano (1993-2009)

 

Articolo a cura dell’Ost. Colombo Giulia

 

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