Displasia evolutiva dell’anca

I numeri della displasia evolutiva dell’anca

La displasia evolutiva dell’anca colpisce in Europa, a seconda della nazionalità, da 1,5 a 20 bambini su 1000. Questa variabilità dipende dal momento in cui viene fatto l’accertamento: fino al 50% delle imperfezioni riscontrate nei neonati scompaiono spontaneamente in 5 giorni e fino al 90% in due mesi.

La patologia è più comune nelle femmine e nei bambini nati con parto podalico oppure, se esiste una familiarità e se il piccolo pesava più di 4000g alla nascita.

caucasian-17379_1920Si parla di displasia evolutiva, perché il difetto può essere lievissimo alla nascita e peggiorare con il passare del tempo, nel corso di settimane o anni. Fortunatamente, accade più spesso che le displasie lievi si risolvano spontaneamente, senza alcun trattamento, entro 4-6 settimane.

Cos’è?

La displasia dell’anca è un difetto dell’articolazione, che non permette alla testa del femore di restare stabilmente incastrata nell’acetabolo, ovvero la cavità del bacino che dovrebbe ospitarla, permettendole, in alcuni casi, di uscire del tutto e risalire verso l’alto (lussazione).

Anche nel caso in cui non si verifichi la lussazione, la mobilità eccessiva della testa del femore provoca usura dell’articolazione, con insorgenza di artrosi precoce.

Nel caso dell’anca, i problemi iniziano ad insorgere appena il bambino si mette in piedi perché il peso del corpo spinge la testa del femore verso l’alto.

Poiché le ossa del neonato sono malleabili, è importante identificare precocemente il problema, per programmare un intervento tempestivo: l’obiettivo è, quindi, scoprire subito quali bambini hanno un problema e sorvegliare attentamente chi ha un difetto lieve, per intervenire in caso di peggioramento.

Lo screening: ecografia o visita pediatrica?

In Italia, alla nascita o subito dopo, i bambini sono sottoposti ad uno screening per identificare la displasia evolutiva dell’anca. Questo test si può fare in due modi: con la visita del pediatra o con l’ecografia.

Il pediatra manipola le anche del neonato e valuta la mobilità dei femori nell’acetabolo e l’ampiezza dell’allargamento delle gambe. In questo modo, sono identificate displasie medio-gravi, con un’accuratezza del 65-70%.

Le displasie lievi non sono rilevabili con la visita pediatrica ma, solitamente, non sono ritenute degne di terapia.

L’ecografia, invece, valuta come è fatto l’acetabolo e la stabilità della testa del femore al suo interno. E’ più sensibile della visita pediatrica e identifica l’80-90% delle displasie, siano esse gravi o lievi. Dunque, si trattano anche i bambini che non ne avrebbero reale bisogno perché hanno solamente un difetto lieve, che si risolverà spontaneamente con il passare dei giorni.  In poche parole, l’ecografia scopre anche quello che sarebbe bene non sapere.baby-228416

Il tutto è complicato dal fatto che sia la visita pediatrica sia l’ecografia sono soggette alle capacità personali dell’operatore. La stessa visita, eseguita da due specialisti diversi, può dare esiti differenti.

Facendo l’ecografia a tutti i bambini subito dopo la nascita, 13 su 100 saranno erroneamente considerati a rischio e monitorati nel tempo; 1 su 100 sarà curato senza reale necessità.

Lo screening ecografico andrebbe, dunque, spostato a 6 settimane dalla nascita per escludere i casi di guarigione spontanea e identificare solamente i bambini con displasie reali. Inoltre, l’ecografia presenta costi maggiori rispetto alla visita pediatrica.

Dunque cosa si fa?  Attualmente non esiste una posizione univoca che identifichi nell’ecografia o nell’esame clinico la pratica migliore per identificare la displasia evolutiva dell’anca nei bambini.

Gli studi, però, ci dicono che sarebbe bene fare una visita pediatrica a tutti i neonati entro 24 ore dalla nascita; se risulta qualche anomalia, si aspettano 2-3 settimane e si rivaluta il caso clinicamente. Se si conferma l’anomalia, si procede con l’esame ecografico.

Se non si riscontra nulla, si procede con i normali controlli pediatrici mentre se l’ecografia mostra una displasia modesta si prosegue con controlli ecografici periodici. Se la displasia è grave, si rimanda all’ortopedico.

Se alla nascita non si trova nulla, la valutazione si ripete ad ogni visita pediatrica.

displasia evolutiva

La cura

La cura della displasia evolutiva dell’anca consiste nell’applicazione di un tutore, che mantiene le gambe del piccolo in posizione a rana e tiene ferma la testa del femore nell’acetabolo, in modo da favorire il rimodellamento delle ossa.

 

Fonte:

Un pediatra per amico, anno XV N° 2/2015

 

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