svezzamento

Svezzamento? No, Alimentazione Complementare a richiesta

Fino ai 6 mesi di vita del neonato, l’alimento migliore al suo sviluppo neuro cognitivo è il latte materno,della madre o da banca del latte. Fino a questo periodo infatti, il bambino non ha le capacità necessarie all’assunzione di alimenti differenti dal latte, ne la maturazione organica adeguata.

saleA partire dai 6 mesi però, il latte materno non è più sufficiente a garantire un corretto apporto di calorie e nutrienti al neonato; si rende pertanto necessaria l’assunzione di alimenti differenti, secondo una dieta sana e bilanciata, mantenendo l’assunzione di latte materno fino ai 12 mesi e oltre se il neonato lo desidera.

Si parla quindi di alimentazione complementare perché si integra il latte materno con alimenti che possano soddisfare il bisogno del bambino di avere maggiori calorie e elementi nutritivi.

A richiesta perché è il bambino stesso che segnala l’interesse verso il cibo partecipando attivamente al pasto dei genitori.

Il vecchio termine svezzamento indicava invece il togliere un vizio al neonato, mentre l’allattamento è il metodo migliore per garantire a mamma e bambino un buon attaccamento, senza contare che il latte materno dovrebbe essere l’alimento di scelta proprio per le sue qualità.

Cosa succede a 6 mesi?

  • Il sistema enzimatico gastrointestinale è maturo
  • I muscoli del collo sono sviluppati in maniera da sostenere il collo
  • Si ha coordinazione di labbra, lingua e deglutizione
  • Il sistema immunitario è maturo
  • Il sistema renale non è più sovraccaricato
  • Si perde il riflesso di protrusione della lingua
  • Il bambino acquisisce la capacità di stare seduto
  • Il bambino mostra interesse per il cibo.

Le tempistiche sono differenti da neonato a neonato, pertanto ci sono bambini che iniziano l’alimentazione complementare già a 5 mesi, e altri che la iniziano a 7 perché ancora non ne avvertono la necessità: sarà il bambino stesso a scegliere il momento opportuno.

MicronutrientiCosa mangiare?

Non esistono restrizioni sul cibo da introdurre nel neonato, ne alimenti specifici per mese di età. Un bambino allattato al seno ha già “provato” tutti gli alimenti mangiati dalla madre, pertanto la donna puòproporre al neonato il cibo che mangia lei stessa. Le uniche limitazioni sono:

  • Latte vaccino : andrebbe introdotto dai 12 mesi di vita; è possibile utilizzarlo però in altre preparazioni (torte, purè..). dai 12 mesi meglio utilizzare il latte intero piuttosto che scremato.
  • The e infusi: contengono tannini, sostanze potenzialmente tossiche nei bambini
  • Miele: andrebbe introdotto dai 12 mesi di vita perché potrebbe portare il botulismo
  • Dieta vegetariana: non indicata nel bambino perché non garantisce un apporto adeguato di calorie
  • Dolcificanti artificiali e bevande dolci: andrebbero introdotte dal 3 anno di vita perché la loro assunzione aumenta il rischio di gastroenteriti.
  • Zucchero: andrebbe evitato fino ai 12 mesi di vita
  • Sale: moderare le quantità perché i bambini hanno tempistiche maggiori di eliminazione corporea del sodio.
  • Olio : meglio l’olio di oliva a crudo

MicronutrientiÈ opportuno abituare il bambino a bere acqua e a mangiare prodotti casalinghi piuttosto che confezionati, questo perché tali prodotti contengono sostanze che sovraccaricano il sistema renale e gastroenterico, hanno un costo elevato e contengono elevatissime quantità di sale e zucchero, oltre ad avere un apporto di calorie maggiore. Riguardo all’introduzione di proteine, è opportuno dare al neonato un alimento proteico ad ogni pasto, fino a portare il bambino ad una alimentazione uguale a quella dei genitori.

È importante che il bambino mangi insieme al resto della famiglia, questo sia per abituarlo ai ritmi dei pasti,sia per stimolare l’ossitocina, ormone della convivialità che stimola il metabolismo.

 

Articolo a cura della Dott.ssa Ost. Giulia Colombo

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