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Esposizione fetale agli agenti chimici plastici

I maschietti esposti nell’utero materno all’uso chimico di agenti plastici potrebbero mostrare segni di alterazione dello sviluppo genitale: questa la nuova scoperta di un gruppo di scienziati americani.

gravidanzaLo studio , che ha incluso più di 700 bambini americani, è il più grande in questo campo e conferma ricerche precedenti su uomo e animali che affermavano che l’esposizione ad alcuni tipi di agenti chimici chiamati ftalati possono compromettere lo sviluppo riproduttivo fetale.

Gli ftalati sono un grande gruppo di agenti chimici industriali utilizzati in un’ampia varietà di prodotti per i consumatori, come imballaggi alimentari, pavimentazioni, profumi e lozioni.

L’autrice dello studio, Shanna Swan, afferma che i cambiamenti mostrati dai bambini nello studio sono pochi. I ricercatori hanno misurato il livello nell’urina di 11 componenti degli ftalati in donne incinte al primo trimestre di gravidanza, ovvero il periodo dello sviluppo del tratto riproduttivo fetale.shutterstock_139288490

Hanno scoperto che i neonati di sesso maschile che erano stati esposti in utero ad alti livelli di uno ftalato, il DEHP, avevano una distanza ano genitale che era il 4% più corta rispetto ai bambini che erano stati esposti a livelli inferiori di agenti chimici plastici.

La distanza ano genitale, ovvero la misura della lunghezza tra l’ano e i genitali, è un marker di salute riproduttiva ed è solitamente dal 50% al 100% maggiore nei maschi che nelle femmine: una riduzione di questa lunghezza potrebbe essere il segnale di una mascolinizzazione incompleta.

Non è chiaro se queste alterazioni siano o meno permanenti o se possano esitare in altri problemi della riproduzione. Gli studi sul modello animale suggeriscono che un accorciamento della distanza ano genitale alla nascita possa sfociale in anomalie riproduttive in età adulta; gli studi sull’uomo hanno correlato la riduzione di questa lunghezza con anormalità testicolari e problemi del seme. Tuttavia i ricercatori dovrebbero eseguire un follow up dei bambini arruolati dallo studio fino all’età adulta per valutare la loro salute riproduttiva.

I ricercatori non hanno trovato associazioni tra sviluppo genitale e livelli di altri ftalati nei maschi. Nessuno degli agenti testati ha provocato alterazioni nelle femmine.

baby-84552Gli Stati Uniti hanno bandito l’utilizzo del DEHP e di altri due ftalati nei giocattoli e nei prodotti per bambini dal 2008. Tuttavia questi agenti chimici sono ancora utilizzati per i processi alimentari e per gli imballaggi.

Le informazioni raccolte dai Centers for Disease Control and Prevention negli ultimi 10 anni indicano che , nonostante gli ftalati siano utilizzati in molti prodotti, l’esposizione rimane comunque bassa e molto lontana dai livelli considerati dannosi dagli scienziati.

Swan afferma che sebbene il DEHP sia ancora presente nell’organismo di molti American, I livelli corporei di questo agente chimico stanno diminuendo rispetto alla scorsa decade. I livelli di DEHP riscontrati nelle gravide prese in esame dallo studio, sono risultati più bassi del 50%  rispetto a quelli delle donne controllate nel 2000.

Fonte:

Labroots

 

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