diabete

Colazione abbondante e cena leggera per chi soffre di diabete di tipo 2

La maggior parte delle persone obese ha un rischio maggiore di incorrere nel diabete. Più di 382 milioni di persone nel mondo soffrono di diabete, principalmente di tipo 2. Per questi soggetti, i livelli di glucosio nel sangue devono essere ben monitorati e possono condurre a complicazioni cardiovascolari.diabete

Uno studio dell’università di Tel Aviv suggerisce un nuovo metodo per ridurre il picco glicemico post-prandiale durante il giorno. I ricercatori suggeriscono di fare una colazione calorica ed abbondante, riducendo invece le quantità a pranzo e mangiando poco a cena. Secondo gli scienziati, l’assunzione combinata di una colazione molto energetica e di una cena ridotta contribuisce a diminuire l’iperglicemia nei soggetti con diabete di tipo 2.

“Abbiamo scoperto che mangiare più calorie a colazione, quando la risposta del glucosio al cibo è minore, e consumare meno calorie a cena, riduce significativamente il picco glicemico post-prandiale e i livelli di glucosio durante tutto il giorno.” spiega il Prof. Jakubowicz.

Lo studio è stato condotto su 8 uomini e 10 donne tra i 30 e i 70 anni, con diabete di tipo 2: i soggetti sono stati divisi in due gruppi e hanno dovuto seguire due schemi dietetici differenti per una settimana. Entrambe le diete contenevano le medesime calorie ma distribuite in maniera differente durante la giornata. Nella dieta B, la colazione comprendeva 2 fette di pane, latte, tonno, uova strapazzate, yoghurt e cereali e una barretta; la cena invece era composta da petto di tacchino a fette, mozzarella, insalata e caffè.

Il mercato dei carboidrati non digeribili

diabeteI soggetti coinvolti hanno consumato i loro pasti a casa per sei giorni, al settimo giorno ogni gruppo ha consegnato al laboratorio la dieta e sono stati fatti esami ematici dopo colazione e a distanza regolare dai pasti. Sono stati misurati la glicemia, l’insulina, il peptide C e il GLP-1 (noto come incretina, un indicatore del metabolismo del glucosio che stimola il rilascio di insulina). Due settimane dopo i pazienti hanno invertito le diete e poi hanno ripetuto gli esami.

I risultati dello studio mostrano che la glicemia post-prandiale era più bassa del 20%  nel gruppo con la dieta B e l’insulina, il peptide C e la GLP-1 erano aumentati. Nonostante le due diete avessero le medesime calorie, i livelli di glucosio erano più bassi del 23%  in chi aveva fatto una colazione abbondante e una cena modesta.

Secondo il Prof. Jakubowicz

“dimostrando che una dieta che apporta più calorie a colazione che a cena è efficace nel ridurre il picco glicemico post-prandiale, suggeriamo questo regime come approccio terapeutico per migliorare il controllo della glicemia e ridurre le complicanze cardiovascolari nei pazienti con diabete di tipo 2.”

 

Fonte:

Labroots

 

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