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Tecniche per addormentarlo

Esiste un gran numero di tecniche per incoraggiare i neonati a dormire, che potreste provare.

Far tacere e dare colpetti

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Qualsiasi persona, che ha dovuto confortare un bambino indisposto, lo avrà preso in braccio, avrà appoggiato la testa del bambino contro la sua spalla e lo avrà delicatamente cullato, avanti e indietro, picchiettando sulla schiena e sussurrandogli ssh, ssh.

Questa semplice tecnica acquieta la maggior parte dei bambini, fino alle 10 settimane: quando sentono il rumoroso ssh e il ritmico e deciso picchiettare, si dimenticano di piangere.

L’idea è di tentare di calmare il bambino, avvolgendolo in una copertina e, poi, passare qualche minuto con il piccolo sulle ginocchia.

Se piange, mettetelo ritto contro la vostra spalla e dategli dei colpetti, mormorando ssh.

Quando cessa di piangere, continuate a fare ssh e dategli dei colpetti, ancora per qualche minuto, quindi adagiatelo nella sua culla, sul fianco, così da poter continuare a picchiettargli la schiena. Non smettete di fare ssh e di picchiettare finchè non è tranquillo. Continuate ancora sin quando non cade in un sonno profondo.

Poi, continuate a sussurrare e dategli colpetti, per almeno cinque minuti. Riducete, via via, il ritmo e l’intensità. Gradualmente, smettete e voltatelo sulla schiena. Non uscite dalla stanza. Questo nell’eventualità che non si sia ancora completamente addormentato; nel qual caso ricominciate con il sussurro e i colpetti sulla schiena, senza alzarlo.

I neonati hanno una buona memoria e possono ricordare le sensazioni. Possono ricordare la sensazione provata nell’addormentarsi, sicuri e tranquilli e, gradualmente, imparare a ricrearla per addormentarsi senza alcun aiuto.

Questo succede soltanto se gli insegnate come farlo, non lasciandolo piangere. Se riprende a piangere, riprendetelo in braccio e ricominciate a sussurrare e picchiettare.

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Ritorno rapido

Si tratta di qualcosa tra il sussurrare e picchiettare e il pianto controllato. Il pianto controllato è un metodo per educare (non insegnare) un bambino ad addormentarsi. Il principio consiste nel lasciar piangere il bambino per circa cinque minuti e, poi, tornare a controllare se sta bene. Non ci si avvicina alla culla, non lo si accarezza, non lo si prende in braccio, non lo si conforta, ma gli si dice, fermamente, di dormire e che lo rivedrete l’indomani mattina.

Poi, si allunga questo lasso di tempo da 5 a 15 minuti, ma con un bambino che piange vigorosamente si può iniziare con 10 minuti e, poi, estendere questo intervallo a 20 minuti.

Il metodo è considerato rapido, facile e richiede un massimo di 7-10 giorni per funzionare. Viene solitamente usato con bambini di età compresa tra sei mesi e tre anni. Secondo le ultime ricerche, il pianto controllato potrebbe causare danni psicologici al bambino in quanto, durante il pianto stesso, il cervello del bambino viene inondato di ormoni dello stress, che incidono sia sullo sviluppo che sulle funzioni cerebrali.

Il ritorno rapido è meno diretto del sussurrare e picchiettare, ma molto più umano del pianto controllato. Va bene per i bambini dai quattro mesi in su.

Dopo aver chetato il bambino con i sussurri e i colpetti sulla schiena e averlo tenuto sulle ginocchia, adagiatelo nella sua culla.

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Se piange, dategli dei colpetti delicati, ma non dite nulla, quindi uscite dalla stanza. Se piange nuovamente, aspettate 30 secondi e, poi, entrate silenziosamente nella stanza. Non accendete le luci, non parlate, limitatevi a dargli dei colpetti, per fargli sapere che siete lì, quindi uscite di nuovo.

Ripetete, finchè il bambino non si addormenta, possibilmente allungando l’intervallo di tempo di alcuni secondi, ma solo fino ad 1 minuto circa. La prima notte potreste dover tornare più volte; poi, sempre meno, finché non avrà imparato ad addormentarsi da solo.

Ritorno graduale

Questa tecnica funziona con i bambini ansiosi e prevede che il genitore o chi lo assiste si allontani gradatamente dal bambino, poco alla volta, finché non si è addormentato, per consentirgli di abituarsi alla separazione.

Ogni spostamento dovrebbe essere ripetuto per tre o quattro notti e al momento dei sonnellini.

Potreste:

  • mettervi accanto alla culla o al letto del bambino

  • sedere su una sedia presente nella stanza

  • mettervi accanto alla porta

  • mettervi fuori dalla porta

  • porvi fuori dalla vista.

Raramente, si verificano pianti con questo approccio che, però, richiede un mese per essere completamente efficace. Uscite dalla cameretta del bambino, non prima che siano passati 10 minuti da quando si è addormentato, altrimenti se si svegliasse e voi non foste lì accanto, non avrebbe più fiducia in voi e dovrete ricominciare dall’inizio.

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Fonte:

ESSERE NONNI OGGI – Guida completa per prendersi cura del proprio nipote sin dai suoi primi giorni di vita”

Miriam Stoppard, red!

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