Il diabete e la natura

Piante ipoglicemizzanti

Il diabete è, ormai, considerato una malattia sociale moto diffusa, specie quello di TIPO 2, causato da una disfunzione del metabolismo, che fa aumentare il livello degli zuccheri nel sangue. In genere, si manifesta dopo i 40 anni e nelle persone in forte sovrappeso.

Per controllarlo, i medici consigliano farmaci ipoglicemizzanti, diete ed esercizio fisico.

Per contrastare il diabete di tipo 2, ai farmaci tradizionali si possono associare, sotto controllo medico, molti rimedi naturali, davvero efficaci.

diabete

La prima pianta è la Banaba (Lagerstoemia speciosa): albero originario del sud-est asiatico, spontaneo nelle Filippine, Malesia e Thailandia, dove la medicina tradizionale ne usa le foglie, per estrarre il principio attivo (droga), che esplica ottime proprietà ipoglicemizzanti. Il principio attivo in questione è l’Acido Corosolico, a cui si riconosce un meccanismo insulino-simile, attivo anche a seguito di somministrazione orale. Favorendo l’utilizzo di glucosio da parte delle cellule, gli è stato attribuito il nome di “fito-insulina“.

L’Acido Corosolico, parallelamente alla riduzione della glicemia, diminuisce anche i livelli di lipidi epatici (grassi nel fegato), abbassando l’accumulo di trigliceridi. Per questa seconda azione, viene anche utilizzato come riequilibrante dell’assetto lipidico totale.

Quindi, si può considerare l’utilizzo dell’estratto di Banaba, un valido aiuto per il controllo del tasso glicemico ma, anche, un ottimo supporto per combattere l’obesità, il sovrappeso e la fame nervosa, dovuta alla fluttuazione della glicemia, nonché un discreto modulatore dell’assetto lipidico generale.

diabete

Un seconda pianta è la Momordica Charantia, conosciuta come Ampalaia o Bitter Melon. Conosciuta in Asia, come pianta salutare, da molto tempo si conoscono i suoi effetti benefici, nei confronti del metabolismo e della funzionalità glicemica.

Questo frutto tropicale, che somiglia ad un cetriolo, quando è acerbo, è verde, maturo diventa giallo e si apre, per liberare i semi. I frutti immaturi e i semi contengono sostanze, che contribuiscono ad abbassare il livello di zuccheri nel sangue e un polipeptide, che è simile all’insulina.

L’uso quotidiano di un infuso di Charanthia può ottimizzare il metabolismo degli zuccheri, influire positivamente sulla glicemia, prevenire il diabete, stimolare la digestione, agire sul colesterolo e favorire una normale pressione sanguigna.

diabete

La terza pianta, che si può usare per migliorare l’equilibrio degli zuccheri nel sangue, è la Cannella (Cinnamomum zeylanicum), meravigliosa spezia, dalla storia millenaria. Utilizzata dagli antichi Egizi per imbalsamare le mummie, è stata importata in Occidente, durante il Medioevo, per venire utilizzata come aroma nelle lavorazioni dolciarie. La sua larga diffusione e il suo ampio consumo hanno, poi, messo in evidenza le sue molte altre proprietà: in primo luogo, la sua azione antisettica e antibatterica, utili per la conservazione delle carni; inoltre, la cannella è un ottimo digestivo e carminativo (è capace, cioè, di promuovere l’espulsione di gas, presenti nel tratto gastro-intestinale e di calmare i dolori da questi provocati). Per tutto questo, è considerata un “vero medicinale”.

Recenti studi hanno dimostrato che consumare cannella ogni giorno, da parte di persone affette di diabete di tipo 2, aiuta a ridurre i livelli di glucosio nel sangue: gli estratti di cannella, infatti, mimano l’azione dell’insulina, favorendo l’ingresso e l’utilizzo del glucosio nelle cellule. Per questo motivo, quindi, gli estratti di Cinnamomum zeylanicum sono stati inclusi in molti integratori alimentari, utilizzati per modulare i disturbi glicemici.

diabete

L’ultima pianta utile è la Gymnema Silvestris, presente in molti protocolli terapeutici per abbassare l’indice glicemico. La sua caratteristica più nota è quella di inibire i recettori del gusto dolce, rendendoci insensibili a questo e rivelandosi, per questo, un valido aiuto nelle cure dietetiche e dimagranti.

I composti presenti nelle sue foglie svolgono, inoltre, una buona azione ipoglicemizzante attraverso due meccanismi:

  1. inibiscono l’assorbimento degli zuccheri;
  2. aumentano la trasformazione metabolica del glucosio, a livello cellulare.

La Gymnema è, quindi, una pianta indicata in caso di iperglicemia o diabete di tipo 2.

Essendo, il diabete, una malattia genetica con tendenza all’ereditarietà, vi sono alcune piante, che possono essere usate preventivamente da tutti coloro che hanno tale predisposizione genetica familiare. La pianta è l’Acai, che cresce prevalentemente nelle foreste pluviali del Centro America.

diabete

Il frutto è ricco di antocianine e polifenoli. Le prime esplicano un’azione antiossidante e antiiatrogena, per la loro azione vasoprotettiva e la capacità nel ridurre le quantità di LDL. Inoltre, hanno mostrato la capacità di inibire i picchi iperglicemici e di iperinsulinemia, sopprimendo l’aumento dei lipidi epatici e i livelli di trigliceridi. I polifenoli, invece, hanno dimostrato di tenere bassi i livelli di glucosio e migliorare la sensibilità all’insulina.

L’Acai può essere utile nei seguenti casi:

  1. protezione antiossidante;
  2. protezione cardiovascolare;
  3. predisposizione al diabete di tipo 2;
  4. controllo del peso corporeo;
  5. dismetabolismi dei grassi.

La natura, come sempre, è in grado non solo di aiutare a risolvere problematiche patologiche ma, spesso, anche di prevenirle.

 

Vuoi altre informazioni aggiornate e di qualità? Visita la nostra sezione “Integratori alimentari“!

 

Fonte:

Profilo Salute (ANNO VII, N.6 – 2014, Novembre – Dicembre)

A cura di

Antonio Schiavo

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.