10 regole d’oro dello svezzamento

Lo svezzamento di un lattante non è soltanto un semplice passaggio da un tipo di alimentazione ad un altro, ma l’inizio di un percorso durante il quale imparerà ad apprezzare nuovi sapori e nuove consistenze ed a formare i suoi gusti. Se fino a quel momento il neonato è stato abituato alla dolcezza e all’inconsistenza del latte, a partire dal sesto mese gli si dischiuderà un mondo tutto nuovo fatto di sapori, di aromi, di profumi e di sensazioni del tutto nuove. Anche se non esistono regole assolute perché ogni bambino è diverso dall’altro, abbiamo pensato tuttavia di riunire in dieci, semplici regole i passi fondamentali per affrontare con serenità questo primo, importante “giro di boa” nella crescita del vostro piccolo.

1. Quando si inizia?

Non attendete troppo, il momento ideale per iniziare lo svezzamento happy-1196986_640è intorno ai sei mesi. Per un sano sviluppo, il bambino necessita di diverse altre sostanze oltre al latte, ma per naturale pigrizia è tenacemente attaccato alle sue abitudini: passare dal biberon al cucchiaio è per lui una sorpresa, qualcosa di nuovo…

2. Quali sono le prime pappine?

Fate in modo che il passaggio non sia traumatico e cominciate con alimenti simili al latte, quindi dal gusto non troppo deciso e preferite iniziare con il dolce per poi passare al leggermente salato. La consistenza dovrà essere fluida o semi solida come nelle creme di riso, verdure cotte passate o tritate come le patate o le carote, la banana o la mela frullate

3. Come si preparano?

Attenetevi in modo scrupoloso alle indicazioni sulle quantità, che devono essere calcolate in base al peso del bambino, e sulle modalità di preparazione. Seguite i consigli del pediatra che sapranno orientarvi in modo corretto

4. Come si inizia?

Solitamente si sostituisce una poppata, nel corso della giornata, con qualche cucchiaino di pappa, continuando così per circa una settimana o secondo il parere del pediatra. Ricordate che il cucchiaio dovrà essere di materiale “caldo” come la plastica o il silicone così da rendere più piacevole il contatto, inoltre in commercio esistono cucchiaini sensibili al calore, che cambiano colore se il cibo è troppo caldo

5. Un passo per volta…

Lo svezzamento deve essere fatto in maniera graduale per permettere all’organismo del lattante e soprattutto alle sue limitate possibilità digestive di abituarsi poco a poco alla nuova alimentazione

face-1083872_6406. Ritmo dei pasti

Il numero e la frequenza dei pasti sarà stabilito dal pediatra in base al peso del neonato. In generale, se il piccolo ha un sano appetito e mangia tutta la sua porzione, potrebbe già adeguarsi al ritmo di tutta la famiglia: colazione, pranzo, merenda e cena…

7. Posate o biberon?

Se state ancora allattando il piccolo sarebbe meglio evitare di dargli le pappe con il biberon, questo per fare in modo che non perda l’abitudine ad attaccarsi al seno

8. Variate il più possibile

Cercate, per quanto consentito dalla dieta stabilita dal pediatra, di variare spesso in modo da farlo abituare a sapori e consistenze diverse. Alternate le creme di riso con passati di verdura, riso in bianco e, al momento giusto, anche brodo di carne e “micro-pastine” per neonati

child-818432_6409. Siate preparate ai rifiuti

Anche se il gusto della pappa è gradevole, può capitare che il bambino la rifiuti. E’ importante non insistere o tentare di imporsi, ma riproponetegliela dolcemente, magari con un piattino o un tovagliolino diverso che attiri la sua attenzione, dopo mezz’ora o un’ora. Di solito le resistenze si verificano quando si passa da una pappa dolce a una leggermente salata: in questo caso, un buon espediente potrebbe essere preparare contemporaneamente un po’ delle due pappe e offrirle alternativamente durante lo stesso pasto

10. Come proseguire

Confrontatevi con il pediatra per stabilire quando inserire gli alimenti più adatti in relazione all’età del bambino. Anche i metodi di preparazione possono cambiare mano a mano che il piccolo cresce: all’età di circa sei mesi cominciano a spuntare i primi dentini e, poco per volta, si potranno cominciare ad introdurre piccole porzioni di cibo non sminuzzato

 

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