Tumori e Fertility Day: tutelare la fertilità negli under 40

expecting-1400878_640Se il Fertility Day è stato accompagnato da un coro di polemiche sulle modalità comunicative, l’iniziativa tuttavia ha obiettivi importanti ed ha catturato l’attenzione su un problema molto importante che coinvolge il futuro di molte persone.

E a sottolineare questo aspetto ecco le dichiarazioni di due importanti associazioni sul Fertility Day:

 

“Importante iniziativa del Ministero della Salute per la tutela della fertilità. Il desiderio di diventare genitori riguarda anche i pazienti oncologici, per troppo tempo è stato sottovalutato ma oggi deve essere riconosciuto e tutelato”.

L’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e la (Sigo) condividono infatti il Fertility Day 2016, l’iniziativa del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a salvaguardia della natalità nel nostro Paese a 360 gradi.

L’impegno delle due società scientifiche è riassunto nelle Raccomandazioni sull’oncofertilità indirizzate proprio alle istituzioni.

“Ogni anno nel nostro Paese circa 8.000 cittadini under 40, 5.000 donne e 3.000 uomini, sono colpiti daFertility Day tumore – spiegano il professor Carmine Pinto, presidente nazionale Aiom, e il professor Paolo Scollo, presidente Sigo -. I trattamenti anti-cancro sono legati alla possibile comparsa di infertilità, per questo tutti i pazienti oncologici in età riproduttiva dovrebbero essere informati del rischio di riduzione o perdita della fertilità come conseguenza di queste terapie e, contestualmente, delle strategie oggi disponibili per ridurre questa eventualità.

La progettualità del “dopo il cancro” è motivo di vita e recupero di energie anche durante la malattia.

Preservare la funzione ovarica e la fertilità non significa solo poter diventare genitori dopo il tumore, ma anche tutelare la salute della donna evitando una menopausa precoce con le conseguenze negative e i problemi psico-fisici che questa condizione comporta nel breve e lungo termine”

Fertility DayLe Raccomandazioni propongono come modello organizzativo la Rete nazionale dei centri di oncofertilità che consenta ai pazienti di rivolgersi a strutture pubbliche specializzate e organizzate per fare fronte a tutte le loro esigenze. “Abbiamo chiesto al Ministro della Salute – concludono i professori Pinto e Scollo – di attivare un confronto con le società scientifiche per programmare il numero, le dimensioni, la distribuzione territoriale e i volumi minimi di attività per la definizione di un Centro. Il Fertility Day rappresenta l’occasione anche per definire questi aspetti fondamentali. Il 22 settembre è infatti prevista una tavola rotonda sulla difesa della fertilità nelle persone colpite da neoplasia”.

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