La natura è una foresta di simboli. L’aria: tra cielo e terra

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Il simbolo dell’aria nella tradizione celtica

La natura è una foresta di simboli: il verso di Baudelaire che dà il titolo a questa rubrica ci rammenta che ogni cosa intorno a noi, può essere un simbolo di qualcosa di “altro”. In queste pagine andremo alla scoperta dei simboli nascosti nei quattro elementi alla base del mondo: in questa prima puntata parliamo di… aria!

È ovunque, tutto intorno a noi. Invisibile, inafferrabile, indomabile, senza di essa, semplicemente, non esisterebbe la vita così come noi la intendiamo.

E infatti, fin dagli albori della civiltà, all’aria è stato associato il concetto di soffio vitale o, come dicevano gli antichi greci, ànemos (da cui, non a caso, deriva anima). Simbolicamente, quindi, l’aria rappresenta la possibilità stessa della vita e per alcuni filosofi presocratici (in particolare Anassimene di Mileto), l’ànemos è addirittura il principio fondante della realtà.

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L’aria nella tradizione Maori

Non stupisce, dunque, che nelle varie culture succedutesi nel corso dei secoli all’elemento aria siano stati attribuiti significati simbolici di particolare rilevanza: l’aria è lo spazio intangibile che avvolge e permea l’intero universo, è l’energia vitale che i taoisti chiamano chi e gli induisti prana, e secondo antiche dottrine magiche ed esoteriche la sua sede è il mondo sottile intermediario tra Cielo e Terra, quindi tra spiritualità e materialità.

Stando all’antica tradizione alchemica all’aria sono associati il colore giallo e le due qualità dell’umido e del caldo, dove l’umido indica adattabilità all’ambiente, mentre il caldo significa estroversione, tendenza a interessarsi all’ambiente esterno, volontà di “uscire da se stessi”.

Naturalmente tutti coloro interessati all’astrologia sapranno inoltre che nell’Oroscopo i simboli dell’aria sono caratterizzati da rafariafinatezza, sensibilità artistica e creatività: l’aria dei Gemelli è tempestosa, quella della Bilancia mite e tranquilla, mentre l’Acquario gode di un’aria pura e rarefatta. Vuole inoltre la tradizione che quando la Luna, nel calendario lunare, si trova nei segni d’aria, tutte le opere e i riti basati sull’aria e sulla luce hanno migliore riuscita: spolverare, arieggiare, fare escursioni o purificare l’etere con incensi e aromi.

All’aria appartiene tutto il mondo delle idee archetipiche posto dietro il velo del mondo fisico, l’energia cosmica espressa nel pensiero. Mentre il fuoco spinge a volere qualcosa che già esiste, l’aria è concentrata sulle teorie, sulle idee che non si sono ancora materializzate, e così facendo

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L’aria nella tradizione cinese

esercita il suo ruolo nella realizzazione del creato, poiché tutto ciò che esiste deve prima essere pensato. Il tipo di espressione compatibile all’elemento aria riguarda dunque tutte le facoltà dell’intelletto e della mente: la parola, l’arte, il pensiero astratto, l’immaginazione, la musica, il canto, la risata, la scrittura, la poesia, l’ispirazione. Di conseguenza tutto il mondo della comunicazione, la socievolezza, gli scambi culturali, la mobilità, l’espansione, il mutamento, il gioco e lo scherzo, la flessibilità, la leggerezza nelle cose.

 

Per finire giova ricordare che senza l’aria non ci sarebbe il suono: le onde sonore prodotte dal nostro apparato vocale o da uno strumento musicale hanno bisogno dell’aria per essere propagate e arrivare al nostro orecchio; dobbiamo dunque all’aria la possibilità di godere un meraviglioso concerto ed anche quella di sentire le voci delle persone che amiamo.

Maurizio Suraci

*courtesy Il Corriere del Melo

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