La natura è una foresta di simboli: l’acqua, principio di vita

Acqua, fonte di vita, sede del brodo primordiale dove i primi amminoacidi hanno preso forma innescando il miracolo stesso della vita. Acqua della quale noi, esseri umani, siamo composti per circa il 65%, che beviamo e che è indispensabile per la nostra igiene e dunque per la nostra salute. Davvero non c’è da stupirsi se l’acqua, fin dagli albori della civiltà è sempre stata considerata alla stregua della vita, non qualcosa che permette la vita, ma vita essa stessa.

E infatti i filosofi greci individuarono nell’acqua uno degli arché (o origine) del cosmo, una delle diverse soluzioni proposte dai presocratici per cercare di ricondurre a un’unica sostanza i mutamenti della natura. In particolare Talete sosteneva che l’acqua è il principio primordiale che determina la vita, nel quale tutte le realtà ritornano una volta terminata la loro esistenza. Aristotele non tr overà ragioni a questa sua affermazione, ma intuirà che l’idea di Talete doveva provenire dalla semplice osservazione della natura: ogni essere si nutre dell’umido, quindi tutto ciò che è umido è vitale, perciò, essendo l’acqua fonte di questa umidità vitale, deve essere anche il principio fondante.

Non dobbiamo neppure dimenticare che, storicamente, le prime grandi civiltà sorsero proprio in corrispondenza di corsi d’acqua o del mare: gli Assiro-Babilonesi tra il Tigri e l’Eufrate, gli Egizi sul Nilo, per non parlare della civiltà Greca in riva al Mar Egeo o a quella Romana sviluppatasi sulle nostre coste. Tuttavia, paradossalmente, nelle culture dedite alla pesca o al commercio navale, le acque dei mari, dei laghi e dei fiumi rappresentano una fonte sia di sostentamento sia di pericolo: episodi drammatici come i naufragi e gli annegamenti sono alla base o hanno comunque favorito una valenza negativa dell’acqua, vista dunque come simbolo di morte. Inoltre all’acqua è legato il concetto di purificazione, come si può facilmente notare in rituali come il battesimo o l’aspersione.

All’acqua venivano anticamente assegnate le qualità dell’emozione, dell’intuizione, dell’adattabilità, oltre alle proprietà dell’umido e del freddo, che la contrapponevano dunque al fuoco secco e caldo. Inoltre a essa è sempre stato associato il principio femminile in quanto adattabile, propiziatrice di fertilità e, secondo i canoni di pensiero arcaici, passiva. Gli amanti dell’astrologia ricorderanno anche che, nello Zodiaco, segni d’Acqua sono Cancro, Scorpione e Pesci, mentre gli esperti di Tarocchi faranno notare che negli arcani minori l’acqua corrisponde al seme di coppe.

In un certo senso l’acqua è anche mistero: pensiamo alle buie e remote profondità degli abissi oceanici e alle creature mostruose, ai nostri occhi, che ancora le abitano, quasi aliene a questo mondo; oppure pensiamo al mistero di una semplice molecola composta da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno che può collegarsi in maniera differente alle proprie simili formando vapore, acqua o ghiaccio e tuttavia, pur così semplice, così fondamentale, indispensabile. Pensiamo infine al fatto che noi, come detto all’inizio, siamo fatti essenzialmente di acqua: se l’aria è ciò che ci tiene in vita, che respiriamo, l’acqua è ciò che siamo.

Noi, il mistero più grande.

Maurizio Suraci

*courtesy Il Corriere del Melo

 

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