Nuovi Obblighi e Normative per le Vaccinazioni [AGGIORNATO Novembre 2017]

Nel panorama della sanità infantile, grande importanza è attribuita ai vaccini, ovvero un metodo di prevenzione che consiste nell’inoculazione  al paziente di un antigene affinché questo sviluppi gli anticorpi contro una determinata malattia.

A partire dal 28 luglio 2017, la legislazione in merito è stata modificata con l’ormai noto “Decreto legge sulle vaccinazioni”, il quale stabilisce l’innalzamento del numero dei vaccini obbligatori da quattro (antidifterica, antitetanica, antiepatite B e antipoliomielitica) a dieci.

Ecco quali sono:

  • antidifterica;
  • antipoliomelitica;
  • antivaricella;
  • antitetanica;
  • antimorbillo;
  • antipertosse;
  • anti Haemophilus influenzae di tipo B;
  • antiepatite B;
  • antirosolia;

Ad essi, il Piano nazionale di prevenzione vaccinale aggiunge infine quattro vaccinazioni raccomandate (anti-pneumococcica, anti-rotavirus, antimenigococcica B, antimeningococcica C) le quali sono gratuite per i minori di età compresa tra gli 0 ed i 16 anni e per i minori stranieri non accompagnati; esattamente come quelle obbligatorie.

I dieci vaccini precedentemente menzionati, non debbono essere effettuati singolarmente, ma sono proposti con formulazioni multicomponente. Esse sono:  l’esavalente (contro antipoliomielitica, antidifterica, antitetanica antiepatite B, antipertosse e anti Haemophilus influenzae), la trivalente  (contro morbillo, parotite e rosolia) e la tetravalente (contro morbillo, parotite, rosolia e varicella) . Nel caso in cui il bambino abbia già contratto una delle malattie indicate, il Senato ha previsto che le Regioni possano richiedere dei vaccini monocomponenti, oppure con formulazioni diversamente combinate, tuttavia tale soluzione risulta essere più costosa e, quindi, più raramente applicabile. Le vaccinazioni, infine, devono essere effettuate rispettando le “coorti di nascita”, ovvero l’età del bambino al momento dell’iscrizione a scuola, previste dal calendario vaccinale.

La legge prevede delle sanzioni per chi non effettua correttamente le vaccinazioni obbligatorie: i bambini che debbono accedere ai nidi ed alle scuole materne, infatti, non potranno effettuare l’iscrizione all’anno scolastico se non vaccinati. Sarà invece possibile accedere alla scuola dell’obbligo (scuola primaria, scuola secondaria di primo grado e primi due anni della scuola secondaria di secondo grado) ma sono previste delle sanzioni da 100 a 500 euro. Al momento dell’iscrizione verrà richiesta dai dirigenti scolastici la documentazione che attesti l’avvenuta vaccinazione del bambino. Sarà possibile anche presentare un’autocertificazione, ricordandosi di fornire la documentazione ufficiale entro il 10 luglio di ogni anno. Se questo non dovesse avvenire, la scuola sarà tenuta ad allertare l’Asl entro i successivi dieci giorni.

Esistono infine dei casi nei quali è possibile effettuare l’iscrizione a scuola pur senza aver effettuato la vaccinazione. Nelle circostanze di seguito descritte, il nuovo alunno dovrà obbligatoriamente essere inserito in una classe in cui non vi siano altri bambini non vaccinati o non immunizzati:
1) Se il bambino ha già contratto la malattia per la quale dovrebbe vaccinarsi

In  questi casi occorre documentare l’avvenuta malattia tramite una specifica segnalazione all’Asl fatta dal pediatra nel momento stesso in cui il minore ha contratto il virus. Nel caso in cui tale documentazione dovesse mancare, il medico è tenuto a richiedere degli esami del sangue specifici che dimostrino l’avvenuta immunizzazione.

2) Per particolari condizioni di salute

Se la vaccinazione rappresenta un “accertato pericolo per la salute” del paziente, ad esempio nel caso in cui il bambino avesse reagito con uno shock anafilattico a vaccinazioni precedenti, sarà obbligo del pediatra o del medico di medicina generale fornire documentazione a supporto dell’esenzione dal vaccino.

Ci sono poi dei casi in cui i vaccini debbono essere rimandati, ad esempio nella situazione nella quale il bambino si trovi in una condizione di immunodepressione temporanea causata da chemioterapia.

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