Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza 2017

Lunedì 20 novembre 1989 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia. Da allora, il 20 novembre di ogni anno, si celebra la Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza allo scopo di ricordare tale importante evento. Ciò che venne sancito ventotto anni fa garantì, per la prima volta, che i bambini venissero riconosciuti giuridicamente come persone ed equiparati ad ogni altro membro della società senza alcuna distinzione di razza, sesso, lingua o religione.

Oggi tutto questo potrebbe apparirci scontato; ma in passato i fanciulli non godevano di particolari diritti e venivano perlopiù considerati come proprietà dei loro genitori. L’infanzia stessa non veniva intesa come un momento fondamentale e delicato nella vita di ogni individuo, ed i più giovani erano, di fatto, considerati come dei “piccoli adulti”.

Attualmente, chiunque si occupi di infanzia, è pienamente consapevole dell’importanza di far crescere i bimbi in un ambiente che sia per loro confortevole, stimolante ed “a misura di bambino”, mentre tale concezione in passato non esisteva affatto.

Ci avete mai fatto caso? Ai nostri giorni i prodotti per bambini, i giocattoli, gli abitini creati appositamente per loro e persino gli arredamenti di piccola misura sono diffusissimi, un tempo non esistevano affatto!

Molto spesso, infine, i bambini venivano sfruttati a scopi lavorativi e non veniva loro garantita un’istruzione adeguata. Tale realtà, sfortunatamente, permane tutt’ora in alcune aree del Mondo, tuttavia, anche grazie alle voci coraggiose di alcuni bambini, è oggi più agevole combattere contro questa piaga:

Iqbal Masih e la denuncia del lavoro minorile

Nessun bambino dovrebbe impugnare mai uno strumento di lavoro.

Gli unici strumenti di lavoro che un bambino dovrebbe tenere in mano

sono penne e matite”

Iqbal nacque nel 1983 in Pakistan e, a causa dell’indigenza della sua famiglia, a soli cinque anni fu venduto dal padre ad un fabbricante di tappeti. Fu così che il fanciullo iniziò a lavorare come operaio per dodici ore al giorno, scarsamente alimentato ed in una condizione di semi schiavitù. Non tollerando ulteriormente lo sfruttamento a cui era obbligato, all’età di nove anni Iqbal si allontanò dal luogo di lavoro per partecipare, assieme a tanti altri bambini nella sua stessa condizione, ad una manifestazione del BLLF – Bonded Labour Liberation Frontfondato nel 1981 da Swami Agnivesh allo scopo di combattere il lavoro forzato.

In seguito a tale esperienza, cominciarono a maturare nel fanciullo la consapevolezza della condizione ingiusta a cui era costretto ed il desiderio di far valere i propri diritti e, per questo motivo, iniziò a rifiutarsi di lavorare malgrado minacce e percosse. La coraggiosa pesa di posizione del bambino costrinse la sua famiglia ad abbandonare il loro villaggio e fu proprio il Fronte di Liberazione ad offrire loro un rifugio ed a garantire ad Iqbal il diritto all’istruzione che a lungo gli era stato negato. Grazie all’operato del BLLF, il ragazzino divenne successivamente attivista e simbolo della lotta contro il lavoro infantile e, nel 1994, supportò una campagna di boicottaggio dei tappeti pakistani allo scopo di spingere le autorità ad intervenire contro il dilagante sfruttamento di lavoratori bambini. Per merito del suo impegno, infatti, il governo del Pakistan obbligò diverse fabbriche in cui si adoperava lo sfruttamento minorile alla chiusura.

Sempre nel 1994, l’impegno sociale di Iqbal venne riconosciuto grazie all’attribuzione del premio Reebok Human Rights Award presso la Northeastern University di Boston.

Il giorno di Pasqua dell’anno successivo, la vita di questo coraggioso bambino si spense a causa di un colpo di fucile, in circostanze non ancora del tutto chiare.

Malala Yousafzai, paladina del diritto all’istruzione

Non mi importa di dovermi sedere sul pavimento a scuola. Tutto ciò che voglio è istruzione. E non ho paura di nessuno.”

Malala nacque a Mingora, in Pakistan, nel 1997 e, sin da giovanissima, si impegnò come attivista per la difesa del diritto all’istruzione femminile nel suo Paese: a soli undici anni, infatti, tenne un discorso nel quale denunciava i gruppi di talebani che intendevano proibire la scolarizzazione femminile.

Nel 2009, la ragazza iniziò a collaborare con la BBC denunciando i talebani e le loro convinzioni estremiste ed antiegualitarie in un blog e venne nominata per l’International Children’s Peace Prize per la lotta ai diritti dei giovani ragazzi.

La portata delle dichiarazioni di Malala indispettì notevolmente i suoi avversari e, nel 2012, la giovane fu vittima di una sparatoria avvenuta sul pullman scolastico che la stava riaccompagnando a casa dopo le lezioni. Malala fu immediatamente ricoverata nell’ospedale militare di Peshawar e riuscì a sopravvivere. Una volta ristabilitasi, la giovane continuò coraggiosamente a lottare per la difesa delle sue idee e dei suoi diritti e, nel 2013, lanciò un appello in favore dell’istruzione delle bambine e dei bambini di tutto il mondo al Palazzo di Vetro di New York.

Il 20 Novembre 2013, a Strasburgo, Malala venne insignita del Premio Sakharov per la libertà di pensiero dal presidente del Parlamento europeo; mentre l’anno successivo vinse il premio Nobel per la Pace divenendo la più giovane vincitrice di tale onorificenza al Mondo!

E in Italia?

Anche nel nostro Paese, nonostante la sottoscrizione della Convenzione nel 1991, sono ancora numerosi i casi in cui i diritti dei più piccoli non vengono rispettati. Tale situazione non può e non deve protrarsi oltre pertanto, dal momento che l’avere a cuore le sorti dei bimbi non deve limitarsi esclusivamente alla giornata del 20 Novembre, di seguito troverete elencate alcune attività ludiche ed istruttive per avvicinare grandi e piccini alla riflessione su questa importante tematica:

Per i più piccoli:

Una delle attività più adatte da svolgere assieme ai propri figli potrebbe essere quella di passare alcuni pomeriggi in biblioteca. Nelle aree dedicate ai piccoli lettori troverete certamente dei testi istruttivi sull’argomento. Provate anche a rivolgervi al bibliotecario per verificare se sono stati programmati degli incontri incentrati queste tematiche! Anche a teatro potrebbero esserci degli spettacolini educativi mentre, a livello domestico, canzoncine e filastrocche sono sempre indicate.

Per i più grandi:

Non dimentichiamoci che la Convenzione riconosce grande importanza e valorizzazione anche al periodo dell’adolescenza. Per i ragazzi, sopratutto in ambito scolastico, potrebbe essere utile stimolare la riflessione ed il dialogo organizzando dei dibattiti sull’argomento. Tali eventi dovrebbero prevedere un momento di carattere informativo (ad esempio attraverso la proiezione di video, letture ad alta voce, interventi di esperti…) ed uno che abbia lo scopo di incoraggiare al confronto ed allo scambio di opinioni. Anche l’organizzare un cineforum potrebbe rivelarsi un’idea vincente: le pellicole inerenti le tematiche care alla Convenzione sono infatti ormai numerose e, dopo la visione del film, sarebbe indicato proporre un momento di riflessione e dialogo su quanto visionato.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *