Un Occhio di Riguardo

La vista è uno dei sensi principali per il bambino pertanto, per noi genitori, il monitorarne il corretto funzionamento e sviluppo è di fondamentale importanza. Grazie alla vista, i bambini iniziano ad ambientarsi nel modo che li circonda ed imparano a riconoscere forme, colori, oggetti e volti familiari. Anche le loro capacità di apprendimento sono strettamente interconnesse a questo senso, non soltanto per quanto riguarda l’educazione scolastica tradizionale fatta di lettura di libri e della lavagna, colorazione di figure e svolgimento di esercizi; ma anche perché, da molto piccoli, gli infanti apprendono buona parte dei comportamenti umani grazie all’osservazione ed imitazione degli adulti. Ma come fare per assicurare ai nostri figli una buona vista?

RICONOSCERE I SEGNALI D’ALLARME

Innanzitutto, occorre prestare attenzione al “comportamento visivo” dei nostri bambini ed imparare a riconoscere alcuni segnali che potrebbero indicare dei problemi alla vista. La regola d’oro, inoltre, impone di rivolgersi sempre ad uno specialista nel momento in cui vengono monitorati dei “comportamenti spia”. Mai aspettare che il problema “si risolva da solo”, si rischierebbe soltanto di peggiorare la situazione.

1- Il bambino accusa frequenti mal di testa, nausee o bruciori agli occhi: essi, infatti, potrebbero segnalare un problema alla vista o di stanchezza del nervo ottico;

2- Il bambino tende a strizzare le palpebre di frequente: tale gesto è indice della difficoltà di mettere a fuoco gli oggetti lontani;

3- Il bambino tende a reclinare la testa oppure si avvicina eccessivamente al piano di lettura: questo atteggiamento è tipico dei soggetti che cercano un accomodamento per migliorare le loro capacità visive;

4- Gli occhi del bambino non sono perfettamente allineati.

AMICI O NEMICI?

Anche nel caso in cui i nostri piccoli non mostrino particolari problemi o patologie, è importante difendere i loro occhi da tutto ciò che potrebbe influire negativamente sulla loro capacità di vedere: televisione e videogiochi rappresentano, forse, il problema numero uno ed occorrerebbe limitarne un uso eccessivo e scoraggiarne la visione a distanza troppo ravvicinata. Anche la lettura potrebbe affaticare la vista, soprattutto in caso di illuminazione dell’ambiente non sufficiente e persino la luce naturale del sole, alle volte, deve essere debitamente schermata.

Se ci sono alcuni comportamenti dannosi che dovrebbero essere evitati, tuttavia, esistono altresì alcune buone abitudini (soprattutto alimentari) che andrebbero incoraggiate. Secondo quanto afferma il professor Semes in collaborazione con l’Amercan optometric association health and nutrition committee, i migliori cibi per la vista sarebbero:

1- frutta e verdura, in particolar modo quelli ricchi di vitamina C e betacarotene;

2- carne magra, pesce azzurro, tonno e salmone in quanto molto ricchi di acidi grassi;

3- carni rosse e cereali integrali perché molto ricchi di zinco;

4- olii vegetali ricchi di vitamina E, nota per le proprietà antiossidanti.

VISITA DALL’OCULISTA

Ad eccezione dei casi in cui vengono riscontrate delle patologie particolarmente significative, di norma le prime visite oculistiche sono le seguenti:

1- visita post natale: volta ad individuare eventuali malformazioni congenite;

2- 6/9 mesi di vita: prima visita oculistica completa in occasione della vaccinazione antipoliomelitica per accertare l’inesistenza di problemi di importanza significativa;

3- 2/3 anni: particolarmente indicata nel caso in cui si sospettino delle patologie. Grazie a questa visita, infatti, si potrà determinare se il bambino presenta vizi di refrazione (miopia, astigmatismo, ipermetropia, strabismo, nistagmo o sindrome dell’ “occhio pigro”);

4- dai 4 ai 6 anni: questa visita avviene in concomitanza con l’ingresso nelle scuole e verrà sottoposta al bambino, a seconda dell’età, la lettura dell’ottotipo con disegni o lettere e numeri.

OCCHIALI IN VISTA!

Come comportarsi se il proprio bimbo dovesse avere bisogno degli occhiali? Per rendere più piacevole e meno costrittivo questo momento, potrebbe essere utile far scegliere colore e montatura degli occhiali proprio ai nostri piccoli. Questo gesto potrebbe aiutarli a “percepire” il dispositivo in questione come proprio e non come imposto dall’esterno. Per evitare capricci o insicurezze, inoltre, perché non raccontare ai nostri piccoli delle storie i cui protagonisti portano gli occhiali? Superman potrebbe rappresentare un esempio calzante, così come Il bambino che è sopravvissuto, Harry Potter.

Il far accettare ai più piccoli il fatto di dover portare gli occhiali in modo piacevole, tuttavia, non deve generare in loro l’illusione che si tratti di un giocattolo. Occorre invece fare in modo che gli occhiali siano indossati in maniera corretta e trattati con cura.

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