Lo Sviluppo del Linguaggio nella Prima Infanzia: Come Veicolarlo

Lo sviluppo del linguaggio nei primi mesi di vita di un bambino è uno degli aspetti più affascinanti. Ogni bambino ha, in maniera innata, l’istinto alla parola che acquisisce però con tempi e modi differenti. Tale apprendimento segue, infatti, sia lo sviluppo mentale del piccolo (con l’espandersi del cervello) sia quello fisico con il completo sviluppo dell’apparato vocale.

Il bambino, già nella pancia, è in grado di acquisire competenze legate a suoni e vibrazioni che provengono dall’esterno. Non a caso il neonato, una volta venuto alla luce, è in grado di riconoscere la voce della mamma e del papà, voci che a lui appaiono subito rassicuranti. Nell’arco dei successivi tre anni di vita poi il bambino svilupperà un processo di apprendimento sorprendete che lo renderanno in grado, in linea di massima, di parlare e formulare frasi complesse dai 3 anni in poi. Per questo è importante assecondarlo ed aiutarlo in questo suo splendido ma difficile percorso.

Le tappe della parole nei bambini

Lo sviluppo del linguaggio nella prima infanzia si basa principalmente su due azioni: l’imitazione e la ripetizione. Ascoltando ogni giorno le parole e le frasi delle persone che lo circondano il bambino è naturalmente portato ad apprendere parole e forme grammaticali. Allo stesso tempo la ripetizione di suoni, nomi e termini che i genitori ed i parenti gli sottopongono ( parole come mamma, papà, i nomi degli animali domestici, ad esempio) lo stimolano.

Fino ai 3/4 mesi il bambino si esprime attraverso il pianto e qualche suono, che ci fanno capire che il piccolo sta facendo le prime esperienze in fatto di linguaggio. Tra i 4 e gli 8 mesi il bambino inizia con la cosiddetta “lallazione”, fase cioè in cui si esprime ripetendo le sillabe. In questa fase il bambino sperimenta con urla, gorgheggi e tonalità differenti per capire fino a dove può arrivare. Dai 9 mesi in poi il bambino presta sempre più attenzione alle conversazioni e si concentra sull’imitazione. Pur non capendo il senso delle sue parole che prova a mettere insieme, modula la voce come se stesse facendo un vero e proprio discorso. Tra il primo ed il secondo anno di vita, poi, il bambino ha uno sviluppo del linguaggio repentino e da esprimersi con qualche semplice parola passerà a formulare piccole frasi di senso compiuto. Un traguardo importante per lui e per mamma e papà.

 

Come aiutare il bambino a parlare

Parlargli – La prima indicazione utile per incentivare il bambino a parlare è sicuramente quella di conversare con lui, anche delle prime settimane di vita. Parlare con altre persone alla presenza del piccolo, rivolgergli domande guardandolo o semplicemente parlare rivolgendosi a lui aiutano il bambino a sviluppare connessioni celebrali importanti. Preferite parole semplici e frasi corte, ripetute con tono calmo e lento. Prendete l’abitudine di descrivere al piccolo le azioni che state compiendo quando lo cambiate, gli date da mangiare o giocate con lui.

Leggergli favole e filastrocche
Leggere a voce alta storie o semplicemente filastrocche aiuta il piccolo a sviluppare capacità cognitive. Inoltre consente di instaurare con lui un rapporto speciale fatto di contatto, voce ed attenzione. Con il passare dei mesi sarà importante (oltre a leggere) anche indicare le immagini presenti nel libro e commentarle con il bambino, suggerendo il nome degli oggetti, per esempio, il loro colore o le azioni che sta compiendo nel disegno. Non sottovalutate infine il potere delle canzoncine. Ripetute e cantate con il bambino hanno il potere di insegnare al piccolo molto più di quanto si possa credere.

Incoraggiarlo e lodarlo
Il bambino va incoraggiato. Per questo è importante ripetere il suono, le sillabe o la parola che ha detto premiandolo con un “bravo” o con un sorriso. Facendogli cioè capire che ciò che fa è giusto e che deve continuare. Non è affatto banale ripetere un da-da-da ma anzi fa capire al bambino che è sulla strada giusta.

Parlargli correttamente
Si sa che i bambini, soprattutto all’inizio, “storpiano” le parole. Cercate di correggerlo ripetendo la parola correttamente, per incoraggiarlo alla giusta espressione. Anche indicare un oggetto evitando di chiamarlo con il suo nome è un atteggiamento da scoraggiare. E preferibile chiedere al bambino, anche più volte, “come si chiama?” l’oggetto che sta indicando e suggerirgli la risposta corretta facendogliela ripetere.

Dargli tempo
Aiutare il proprio bambino a parlare significa concedergli tempo, in tutti i sensi. Siate pazienti nel suo percorso di apprensione, seguitelo e spronatelo e cercate di avere pazienza quando farà fatica ad esprimersi

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