Il Pianto del Neonato: significato e come calmarlo

Perchè un neonato piange?

Sei una neomamma e sicuramente ti stai domandando perchè quel fagottino tenero che appena accenna qualche sorriso a volte pianga disperato. Come gli adulti, anche i neonati hanno molti motivi per cui lamentarsi, e ovviamente l’unico modo che hanno per farcelo capire è il pianto.
Ci sono molteplici significati quindi che spiegano il pianto di un neonato. Vediamo i principali.
Fame. Probabilmente la causa più frequente per cui ci si trova di fronte al proprio figlio che si lamenta piangendo è il fattore cibo: il bimbo può avere semplicemente fame.
Coccole. Spesso accade che un neonato abbia soltanto bisogno di attenzioni, magari non riesce a dormire senza il seno della mamma o senza il ciuccio, o più semplicemente in quel preciso momento si sente “abbandonato” e vorrebbe soltanto che la mamma o il papà lo prendessero in braccio per non farlo sentire solo;
Pupù. Un’altra ragione per spiegare il pianto di un neonato può essere un problemino di intestino, cioè se il bimbo non riesce a fare pupù, o si svuota parzialmente e quindi ha dei disturbi, o semplicemente si tratta di un pianto che sta per “mamma cambiami il pannolino!” perchè magari ha fatto i suoi bisogni e gli danno fastidio, non si sente pulito;
Colichette. Moltissimi neonati soffrono di coliche, questo in genere provoca un pianto inconsolabile, a volte in alcuni momenti precisi della giornata; non si ha un vero e proprio motivo per giustificare queste coliche, potrebbe essere un problema ti tipo intestinale, più precisamente la presenza di gas o di movimenti involontari dell’intestino stesso che provocano questo disturbo.
Stanchezza. Se il neonato piange per un motivo ancora diverso rispetto a quelli sopra, si può ipotizzare che sia soltanto stanco, avrà solo bisogno di dormire, di ricaricare le batterie.
Malattia. Se il neonato sta male, ovviamente non dirà “mamma mi fa male la testa”, ma piangerà e sarà compito di mamma cercare di capire il motivo. Dopo aver escluso le altre opzioni, potrebbe esserci la possibilità che il bimbo stia male: la febbre o qualunque altro disturbo simile, può essere davvero fastidiosa e di conseguenza porta ad un pianto talvolta disperato;
Denti. Tipica ragione di pianto del neonato è sicuramente lo spuntare dei primi dentini, c’è chi inizia prima e chi dopo, chi ne soffre di più e chi lo sopporta meglio;
Caldo o freddo. Una causa comunque frequente ma spesso non presa in considerazione è il pianto dovuto a fattori di temperatura. A volte la mamma tende a coprire troppo il neonato perchè crede che abbia freddo e se il bambino sente troppo caldo è inevitabile che sia infastidito e pianga. Lo stesso succede quando un neonato è poco vestito, in quanto restando quasi fermo, non percepisce il calore come l’adulto che invece si muove, cammina.

Come comportarsi quando il neonato piange.

Il problema principale della comunicazione con il pianto da parte del vostro piccolo a è quello di capirne il motivo. Sicuramente uno di quelli elencati sopra è la risposta vincente, in quanto un neonato non ha bisogni complessi da soddisfare. E’ decisamente difficile per dei neogenitori riuscire a comprendere del tutto il motivo o a farlo immediatamente, dunque è consigliabile non prendersi dal panico ma semplicemente andare per esclusione, provando caso per caso, ad esempio: il bimbo può avere fame? se non si calma con il latte, è sicuramente qualcos’altro, dunque procedere con un altro probabile motivo.
Per le questioni principali come fame, pannolino e stanchezza è anche abbastanza facile trovare la soluzione. Se ha fame gli si offre il seno o il biberon, se ha il pannolino da cambiare, lo si cambia; se è stanco lo si mette a nanna.
Ma come fare per le altre cose? 
Generalmente piano piano si impara a capire anche dal tipo di pianto e dal momento della giornata in cui succede, la causa del pianto. Le coliche spesso hanno un determinato orario in cui dare fastidio, e se con rimedi improvvisati non dovesse funzionare, è bene sentire il pediatra cosa consiglia. Molte mamme sostengono che semplicemente tenere in braccio il neonato con la pancia in giù e cullarlo è di aiuto, ma non tutti i bimbi sono uguali quindi si va per tentativi.
Se il bimbo non ha motivi “validi” per piangere, probabilmente si sente solo, allora non serve fare altro che provare a tenerlo un po’ in braccio, giocare, proporgli qualche giochino e stare con lui; talvolta bastano anche 5 minuti e il problema è risolto, poi però ci sono bimbi che riescono a stare bene da soli e altri che invece hanno bisogno di presenza costante.
Quando il problema è la febbre è facile capire come comportarsi perchè basta misurare la temperatura per capire che è quello il problema, ma come procedere? In primis si chiama il pediatra, soprattutto in caso di neonato al di sotto dei 3 mesi. In base al comportamento del bambino, a quanto è alta la temperatura il dottore saprà consigliare la giusta soluzione.
Se si tratta di altre malattie o disturbi (mal di pancia, mal di testa, ecc,…) allora è meno facile capirlo ma anche qui non bisogna perdersi d’animo e andare per tentativi.
Se il neonato ha già qualche mese potrebbero essere già i dentini a dar fastidio, lo si capisce se con qualcosa di fresco sulle gengive il bimbo già si calma un po’; oppure, sempre su consiglio del pediatra, ci sono delle pomate apposta.
Quando invece si percepisce un fastidio per la temperatura esterna, basta stare attenti a coprire o scoprire per gradi il neonato, finchè si calma.Molti i motivi e molte le soluzioni per il pianto del neonato; non è semplice da gestire e talvolta è fastidioso o ci si sente poco bravi, ma non per niente si dice che fare il genitore è il mestiere più difficile! Quindi nessuna mamma dovrebbe sentirsi non all’altezza, bensì, in caso di bisogno, farsi aiutare o consigliare, piano piano la situazione migliora, si impara a conoscere il proprio bambino, le sue esigenze e i suoi pianti.
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