Quinta Malattia nei bambini: cause, sintomi e rimedi

Cos’è la Quinta Malattia nei bambini

Conosciuto generalmente con il nome di Quinta Malattia, nel gergo medico si tratta per la precisione di un eritema infettivo particolarmente frequente nell’infanzia. Questa condizione è generata da un virus che infetta l’organismo dei bambini ma non in via esclusiva, infatti può colpire anche i soggetti adulti indistintamente. Il periodo più delicato dove si registrano alti numeri di casi è nell’età compresa tra i 3 e i 5 anni e, solitamente, il contagio ha andamento epidemico con un intervallo di circa 4-7 anni, tuttavia si tratta di un dato altamente variabile. La sua diffusione è così estesa che si stima che oltre la metà della popolazione mondiale abbia sofferto di questa patologia. La Quinta Malattia viene tradizionalmente contemplata nell’insieme delle malattie esantematiche infantili, al pari del morbillo, la rosolia, la roseola infantum e la varicella.

Quali sono le cause della Quinta Malattia dei bambini

Trattandosi di una malattia virale, la Quinta Malattia è originata da un virus e, precisamente, il Parvovirus B19 che è stato scoperto e conosciuto solamente nel 1974. La particolarità di questo agente patogeno è che ha come unico destinatario l’uomo, non sono stati rilevati contagi con altri animali. Al contrario, quest’ultimi sono soggetti a un’altra specie di Parvovirus che colpisce soprattutto gatti e cani che, tuttavia, possono essere vaccinati preventivamente, cosa non ancora possibile per l’essere umano. All’interno dell’organismo umano, il bersaglio del Parvovirus B19 sono le cellule del midollo osseo, quelle atte a produrre i globuli rossi. Nonostante questo, non è lui di per sé a causare poi i sintomi che si possono riscontrare bensì la colpa è da ricondursi al sistema immunitario che inizia una vera e propria lotta per contrastare questo organismo estraneo. In particolare, si verifica un accumulo di immunocomplessi localizzato principalmente sulla cute e, anche, sulle articolazioni. Per quanto riguarda il contagio tra persone, esso avviene per via aerea attraverso lo scambio di saliva tanto che degli esami hanno dimostrato che 7 individui sui 10 hanno avuto un contatto con il virus durante la loro vita, indipendentemente poi dalla risposta immunitaria.

I sintomi della Quinta Malattia

Come molte altre infezioni virali, la Quinta Malattia non dà immediatamente un segnale della sua presenza all’interno di un organismo. Generalmente i primi sintomi iniziano a comparire solo dopo 6 giorni, momento dal quale appaiono molto vistosi col progredire della malattia fino alla guarigione che di solito sopraggiunge in una settimana. La manifestazione più comune in queste giornate è l’esantema ovvero un’eruzione cutanea molto evidente soprattutto nel bambino in prossimità di guance, gambe e braccia. Questa condizione non è comunque standardizzata per tutti gli individui, ci sono casi infatti ove non si presenta affatto. L’esantema si presenta come macchie rosate simmetriche e non pruriginose, talvolta può avere un bordo frastagliato oppure una forma ad anello con una colorazione sempre più vivace progredendo verso la parte esterna. Oltre a questa sintomatologia piuttosto evidente, ci sono delle caratteristiche della Quinta Malattia che potrebbero far pensare a un’influenza piuttosto che a questa patologia. Infatti, molti accusano dolori articolari, lieve febbre, stanchezza o malessere in generale, tutti aspetti che vengono valutati dal medico curante ma che non destano generalmente preoccupazione. Diversa è la situazione in cui l’individuo infetto sia immunodepresso, in questo caso gli anticorpi non riescono a garantire una adeguata protezione dell’organismo e col tempo si potrebbe incorrere in una forma di anemia cronica. Anche per le donne in gravidanza è consigliabile essere monitorate poiché il feto potrebbe risentire dell’infezione venendo esso stesso contagiato.

I migliori rimedi per contrastare la Quinta Malattia

Non appena si riscontra la presenza di alcuni dei sintomi sopracitati della Quinta Malattia nei bambini, ma anche negli adulti, bisognerà contattare prontamente il pediatra o il medico di famiglia per ricevere le dovute cure. Si tratta comunque di una patologia che non richiede, in genere, un intervento specifico ma spesso si risolve da sé con un po’ di pazienza. Per alleviare la cute, è bene evitare gli sbalzi termini e gli sforzi fisici che potrebbero favorire l’espansione dell’esantema. Il decorso per la guarigione ha una durata di circa 7-10 giorni ma dipende da soggetto a soggetto, in ogni caso, se il medico lo consente e se non sussistono i sintomi tipici dell’influenza, i bambini possono addirittura tornare a scuola senza timore.

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