Cinque Gite Fuori Porta per il Ponte del 25 Aprile

Il 25 aprile è l’occasione perfetta per ritagliarsi un pò di tempo e visitare, assieme alle proprie famiglie, alcuni dei numerosissimi gioielli vanto del Belpaese.

Genova, che il Petrarca definiva “la superba”, è la città perfetta per trascorrere un giorno di relax in quanto soddisferà grandi e piccini. Il centro storico, patrimonio dell’UNESCO, sorprende con i carrugi, quei vicoli medioevali su cui si affacciano edifici nobiliari quali gli affrescati Palazzi dei Rolli e antiche chiese: come non menzionare a proposito la splendida Cattedrale di San Lorenzo in stile gotico-genovese dalla facciata a strisce bicolore.
Ma non c’è visita a Genova che non comprenda il suo porto dove l’Acquario, il secondo più grande d’Europa, allieterà l’intera famiglia: 70 vasche riproducono gli habitat naturali di animali marini, di acqua dolce e di foreste tropicali . È possibile ammirare squali, foche, delfini e pinguini anche percorrendo il moderno tunnel seminterrato costruito da Renzo Piano. Lo stesso architetto ha creato poi l’avveniristica Biosfera, una bolla in vetro ed acciaio dove ci si potrà immergere in una vera e propria foresta tropicale tra uccelli, iguane e caleidoscopiche farfalle.

Restando nel nord-Italia, per chi ama la natura i Laghi del Fusine in Friuli consente di vivere un 25 aprile assolutamente green: si tratta di laghi alpini incastonati tra le Alpi Giulie, con la vetta del Mangart che si riflette maestosa nelle loro fresche acque turchesi.
La cornice di questi specchi d’acqua è costituita da conifere e fitti boschi di abeti bianchi e rossi assolutamente incontaminati, abitati da camosci, cervi e caprioli. Oltre a effettuare il giro classico dei due laghi, Superiore ed Inferiore siti rispettivamente a 929 e 924 mt di altezza, è possibile raggiungere anche il rifugio Zacchi a 1380 mt di altezza: è raggiungibile in un’escursione a portata di bimbo, durante la quale si percorrono sentieri ghiaiosi, letti di torrenti e scalinate, sempre all’ombra delle fronde degli alberi. Un luogo che le stagioni dipingono di colori sempre diversi e che in primavera in particolare diventa una meravigliosa tavolozza di sgargianti colori.

Una delle mete consigliate per questo giorno di festa è anche Corinaldo, bellissimo borgo abruzzese in provincia di Ancona e a solo una ventina di km dalla costa adriatica. Una volta varcate le quattrocentesche mura che ne cingono il centro storico, si viene travolti da una ventata di medioevo: lo si legge nella simbolica scalinata Piaggia, nel mezzo della quale sorge il leggendario Pozzo della Polenta. Nel 1450 un uomo vi si calò dentro per raccogliere il grano cadutovi e le donne del paese raccontarono che invece stava mangiando la polenta. Una leggenda divertente questa, proprio come quella legata alla Casa di Scuretto: è solo una facciata, edificata da un ciabattino per ingannare il figlio lontano da casa.
Un paese di folli dunque e se si vuole prendere il patentino di “matto” basta partecipare alla “Festa dei folli” (dal 21 al 25 aprile): Corinaldo è in questa occasione inondata da musica, artisti di strada e colori, soprattutto in occasione della Crazy Run che si svolge attorno alle mura senza però prima che tutti i partecipanti si cospargono letteralmente di svolazzante polvere colorata.

Ed ora si scende nell’assolato sud, dove si trova Matera, la capitale della cultura 2019, incastonata nell’affascinate asperità della Gravina sui cui fianchi la cittadina si sviluppa: i suoi famosi Sassi, cioè quel nucleo abitativo scavato nel tufo e abitato in molti casi sin dal paleolitico, riportano il visitatore indietro in un tempo lontanissimo. Erano un tempo (come oggi dopo un’attento restauro) case, suggestive chiese rupestri, eremi e santuari. Non si manchi in particolare di visitare la Casa Noha (bene FAI), la casa-grotta arredata proprio come un tempo e la Cripta del Peccato Originale: quest’ultima è anche chiamata “la Cappella Sistina rupestre”, avendo le pareti ricoperte di affreschi rappresentanti santi, Apostoli e scene tratte dalla Genesi.
Un vero gioiello dunque riconosciuto dall’UNESCO, che affascinò Carlo Levi e Giovanni Pascoli, ma che certamente affascinerà anche i più piccoli che magari vedendo il paese di pietra ricorderanno Bedrock, la simpatica città dei Flintstone.

Ed infine, per gli amanti del sole e del mare che vogliono godere dei primi tepori primaverili, Pantelleria è il luogo perfetto: è definita la “perla nera” del Mediterraneo, non essendo altro che la parte emersa di un vulcano.
A dominare il paesaggio sono pietre laviche plasmate dagli elementi quali l’Arco dell’Elefante, il mare cristallino dai ricchi fondali in particolare nei pressi della spettacolare Balata dei Turchi ma soprattutto le favare cioè fuoriuscite di vapore che possono raggiungere anche i 100º. Pantelleria è nota per essere una gigantesca SPA naturale: si prenda ad esempio l’incantevole Lago Specchio di Venere dove la leggenda vuole che la stessa dea vi si specchiasse prima di incontrare Bacco. Qui l’intera famiglia può liberamente godere delle proprietà benefiche di fanghi termali a 50º con uccelli migratori che nel frattempo popolano la lussureggiante vegetazione circostante.
Natura ma anche storia rendono l’isola un vero gioiello da scoprire, anche nei suoi siti archeologici quali il Castello Medioevale che accoglie i visitatori che vengono dal mare oppure le Acropoli di S.Teresa e S. Marco dove sono state rinvenute le sculture di tre teste appartenenti a dinastie imperiali romane.

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