Depressione peripartum e altri disturbi dell’umore connessi

Diventare madre è un processo complesso, che spesso ci porta a rivalutare il nostro stesso ruolo di figli, i nostri legami sociali e affettivi. Può essere un momento per stabilire un nuovo assetto familiare e psichico, ma la gravidanza può alcune volte esporre situazioni fragili a rischi psicopatologici.

Un luogo comune è quello di credere che dopo il parto tutto debba essere bello, e se non si è felici sempre c’è “qualcosa che non va”.  Nel periodo post partum circa ben l’85% delle madri sperimenta un disturbo dell’umore: per la maggior parte delle volte i sintomi non sono così intrusivi come per la depressione post partum, e si risolvono nel giro di qualche giorno. In questo caso si parla di Baby blues.

Oggi non si parla più solamente di depressione post-partum, da di depressione peripartum, poiché tale problematica può insorgere anche durante i 9 mesi prima del parto.

  1. COSA E’ IL BABY BLUES?

Si tratta di una condizione di stanchezza fisica della mamma, causata sia dalle fatiche del parto, che da squilibri ormonali (crollo degli estrogeni e del progesterone). I sintomi più comuni sono umore altalenante, crisi di pianto improvvise, difficoltà nel riposare (stato di semi-veglia), inappetenza o desiderio di abbuffarsi. Questa fase è passeggera, e solitamente dura dai 7 ai 10 giorni.

  1. ALTRI DISTURBI DELL’UMORE PERIPARTUM

La depressione post partum esordisce solitamente tra la sesta e dodicesima settimana dalla nascita del figlio, e ha diversi livelli di gravità. Comporta sintomi quali irritabilità, tristezza immotivata, stanchezza, disturbi del sonno, senso di colpa e inadeguatezza, perdita di interesse verso il neonato, ricorrenti pensieri di morte, ansia eccessiva nei confronti del neonato. In casi più rari può essere diagnosticata una psicosi post-partum, in cui sono presenti allucinazioni e paranoia.

  1. MATERNITA’ E DEPRESSIONE

Psicoanalisti e psichiatri come Jacques Lacan e Francoise Dolto hanno a lungo trattato il tema della donna e della madre. Una condizione fondamentale perché il desiderio della madre possa essere generativo è che esista il desiderio della donna.

 L’accesso alla maternità non avviene per tutti allo stesso modo: ognuno porta con sé il proprio bagaglio di vita, e se vi sono questioni non elaborate la gravidanza potrebbe acuirle. Elaborare i propri vissuti personali, in quanto figli, compagni, e futuri genitori, è un importante fattore di protezione.

 

Bibliografia:
Ammaniti M., Cimino S., Tentini C.; Quando le madri non sono felici. La depressione post-partum. Il Pensiero Scientifico Editore; 2007.
American Psychiatric Association, DSM-5, Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, Quinta Edizione. Raffaello Cortina Editori
Erickson E. I cicli della vita. Continuità e mutamenti. Roma: Armando Editore, 1984

 

Autore dell’articolo:
Dott.ssa Jessica Maissen
Psicologa Cesano Maderno

 

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